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26 maggio 2014

SPEEDY 40 BY LOUIS VUITTON PER UN GRANDE VIAGGIO IN PROGRAMMA

Happy Monday girls! Here we are heavily loaded and waiting for the launch of the new pfgstyle :) June is a month of great trips and appointments very interesting, I'll keep you updated. Meanwhile, I leave you with these images that show a new entry in bags made ​​of comfortable. I'm talking about the supersize Speedy 40 Louis Vuitton.

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Buon lunedì fanciulle! Qui siamo molto carichi e in attesa del lancio del nuovo pfgstyle :) Giugno sarà un mese di grandi viaggi e appuntamenti speciali, vi terrò aggiornate. 

IT BAG LA SPEEDY 40. Vi lascio intanto a queste immagini che mostrano una new entry in fatto di borse comode.  Sto parlando della supersize Speedy 40 di Louis Vuitton, nuova compagna dei miei prossimi spostamenti.  
E' il bauletto perfetto, quello dove puoi metterci davvero tutto. E pensare che è nato negli anni venti riproducendo, in piccolo, il già noto borsone da viaggio Keepall. Insieme ai jeans, che mi danno sempre un grande senso di libertà, sono pronta per tante nuove sfide.  

Pfg wears

Shirt Dolce e Gabbana - skinny jeans Paolo Casalini - jacket Ungaro - bag Louis Vuitton


26 aprile 2014

SPIRIT OF TRAVEL BY LOUIS VUITTON

Spirit of travel by Luois Vuitton

Louis Vuitton campaign. I love this foto, and you? it was shot by Peter Lindbergh, styled by Carine Roitfeld and is titled ‘Spirit of Travel’. She seems to travel towards the infinite, without walking.
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Amo questa foto realizzata da Peter Lindbergh (styled Carine Roitfeld) per la campagna primavera estate 2014 di Louis Vuitton.  E' il senso del viaggio, di quello vero. Dove corpo e mente si fondono e guardano l'orizzonte. 
Come una piccola vedetta lombarda, non da libro Cuore ma in cima al lusso, lei anticipa. Che sia la tendenza o un breve pensiero non ha importanza. Ciò che conta è salire, per guardare più in alto di altri. Perché ogni punto di vista è diverso. E ogni scoperta risiede nel taglio che dai alla tua prospettiva. 

1 ottobre 2012

Con Silvia Venturini Fendi a parlare di Baguette



$ Mi fu chiesto di immaginare una borsa facile e funzionale, tecnologica e minimale. La mia risposta - per fortuna sono una indomabile disobbediente - fu la Baguette" $ 
(Silvia Venturini Fendi)


La mia prima Fendi la vedete in foto, oggi viaggia ancora con me. Dentro, accoccolati come gatti, coesistono molti miei ricordi: libri di esami, Parigi, astucci, fazzoletti rosa, caramelle all'anice e bottigliette d'acqua. Rigorosamente Vichy. 
Ma anche portafogli vuoti e speranze sulle quali investire. A distanza di anni posso dire che siamo rimasti uguali, io e lei. Ci siamo abituate ai temporali, questo sì. Ma ne abbiamo apprezzato i profumi, i colori gotici. E,con moderazione, anche gli arcobaleni successivi. 

Quando ho saputo della presentazione di Baguette, volumone pubblicato da Rizzoli in occasione dei 15 anni della icon-bag, sono andata a vedere. Perché i modelli sono cambiati, da quella prima borsa universitaria, ma come tutte le cose. Azienda Fendi compresa, la cui storia (tutta al femminile) iniziò nel 1925 in Via del Plebiscito a Roma dentro una piccola boutique, con Edoardo Fendi e la moglie Adele. Anni dopo diventò di casa un' eccentrica Anna Piaggi e un giovane Karl Lagerfeld autore del marchio, la famosa doppia F. Oggi Fendi appartiene al gruppo francese Vuitton. 

Davanti alla distesa di Baguette, in Corso Como 10, si muove a suo agio Silvia Venturini Fendi nipote di Adele e creatrice nel '97 di questo indovinato prodotto, così chiamato perché si porta sotto il braccio come il pane francese.
Così, tra un aperitivo e l'altro, la prima domanda che mi sorge spontanea è la seguente:

Come mai un libro intero dedicato a una borsa?
"Non è solo questo, o almeno la Baguette non è semplicemente una borsa - mi spiega Silvia Fendi - è un pezzo di storia della nostra azienda, oltre ad essere un prodotto di grande successo internazionale, più di mille modelli. Ma, soprattutto,è stata la prima borsa ad entrare in una nostra passerella" . 

Vuol dire che non avevate mai portato borse in passerella? 
"Proprio così, la Baguette ha cambiato anche il nostro modo di concepire la sfilata. Un cambiamento insomma"

Il libro è molto ampio: 344 pagine, 250 foto a colori, 80 euro se lo si vuole comprare ...
" Sì ma non contiene solo foto, che pur sono emblematiche nella storia di questa borsa e delle sue varianti, comprese le versioni uniche disegnate da artisti famosi. All'interno si trovano anche interventi scritti molto interessanti"

Banana Yoshimoto, Sarah Jessica Parker, Sophie Fontanel, Paola Antonelli, Pearl Lam, Quirino Conti, Dana Thomas e Achille Bonito Oliva. 

Ma non era il caso di fare un libro sulla sua famiglia? Lei rappresenta la terza generazione, ci saranno pure straordinari momenti da raccontare o piuttosto aneddoti, piccole storie... 
"Lo faremo, faremo anche quello"

31 agosto 2012

Mumok part three


Una full immersion nel moderno. Ne riconoscete qualcuno? 

Christo con Wedding Dress del '67, per esempio, l'artista parigino che impacchetta tutto, oggetti e monumenti. Yayoi Kusama, l'eclettica pittrice, meravigliosa la sua ultima collaborazione con Louis Vuitton. L'Art Society di Stephen Willats con New Directions del 1992. E ancora Shoe Box del '68 di Allen Jones, l'Utopian Clothes Shop ...

10 luglio 2012

Louis Vuitton with Yayoi Kusama

                         


Vi ricordate quando vi ho parlato della collaborazione tra Louis Vuitton e l'artista Yayoi Kusama? Proprio lei, l'artista dei pois. Se lo avete perso potete leggerlo QUI. 

Ed ecco dunque alcuni accessori di questa capsule collection, davvero imperdibili. 



12 aprile 2012

Yayoi Kusama for Louis Vuitton



La borsa che vedete non vi sembra una Vuitton? Invece lo è, una vintage bag Louis Vuitton del 1999. Se la giro la riconoscete, ma da questo lato no. Merito, o colpa, della mia amica Tamara che l'ha disegnata come una tela prendendo ispirazione dai lavori di Yayoi Kusama.  

L'artista giapponese, nata a Matsumoto City nel 1929 e famosa in tutto il mondo per i suoi pois, dipingerà una capsule collection delle famose it bag. La collaborazione, voluta da Marc Jacobs direttore artistico del brand, prevede una linea di borse, scarpe, accessori, orologi e gioielleria. Il tutto verrà presentato a luglio durante l'inaugurazione della retrospettiva dedicata all'artista presso il Withney Museum di New York, e gli oggetti saranno venduti nei 461 negozi del gruppo. 

Intanto se siete a Londra potete "leggere" le opere di Yayoi fino al 5 giugno, presso la Tate Modern. Oltre sessant'anni di lavori, una vita spesa a cercare ossessivamente l'infinito. Qualcuno forse lo vedrà in una delle 14 stanze allestite  con video, tele, foto e ritagli di giornale. E se non sarete così allenati potrete sempre divertirvi in mezzo a tanto surreale, dissacrante e irrispettoso senso della realtà 

Yayoi disegna pois da quando aveva dieci anni, tra il 1960 e il 1970  diventa una delle più importanti figure della New York avant-garde. Nel '73 torna Giappone e oggi, ultraottantenne, vive in un ospedale a Tokyo per i suoi problemi psichici. Dentro la struttura le hanno allestito uno studio.   

Così, grazie a Tamara, giro con una sorta di anteprima mondiale. Definirla una copia non si può: a mio avviso anche questa è visual art da collezione.

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