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31 agosto 2012

Mumok part three


Una full immersion nel moderno. Ne riconoscete qualcuno? 

Christo con Wedding Dress del '67, per esempio, l'artista parigino che impacchetta tutto, oggetti e monumenti. Yayoi Kusama, l'eclettica pittrice, meravigliosa la sua ultima collaborazione con Louis Vuitton. L'Art Society di Stephen Willats con New Directions del 1992. E ancora Shoe Box del '68 di Allen Jones, l'Utopian Clothes Shop ...

10 luglio 2012

Louis Vuitton with Yayoi Kusama

                         


Vi ricordate quando vi ho parlato della collaborazione tra Louis Vuitton e l'artista Yayoi Kusama? Proprio lei, l'artista dei pois. Se lo avete perso potete leggerlo QUI. 

Ed ecco dunque alcuni accessori di questa capsule collection, davvero imperdibili. 



12 aprile 2012

Yayoi Kusama for Louis Vuitton



La borsa che vedete non vi sembra una Vuitton? Invece lo è, una vintage bag Louis Vuitton del 1999. Se la giro la riconoscete, ma da questo lato no. Merito, o colpa, della mia amica Tamara che l'ha disegnata come una tela prendendo ispirazione dai lavori di Yayoi Kusama.  

L'artista giapponese, nata a Matsumoto City nel 1929 e famosa in tutto il mondo per i suoi pois, dipingerà una capsule collection delle famose it bag. La collaborazione, voluta da Marc Jacobs direttore artistico del brand, prevede una linea di borse, scarpe, accessori, orologi e gioielleria. Il tutto verrà presentato a luglio durante l'inaugurazione della retrospettiva dedicata all'artista presso il Withney Museum di New York, e gli oggetti saranno venduti nei 461 negozi del gruppo. 

Intanto se siete a Londra potete "leggere" le opere di Yayoi fino al 5 giugno, presso la Tate Modern. Oltre sessant'anni di lavori, una vita spesa a cercare ossessivamente l'infinito. Qualcuno forse lo vedrà in una delle 14 stanze allestite  con video, tele, foto e ritagli di giornale. E se non sarete così allenati potrete sempre divertirvi in mezzo a tanto surreale, dissacrante e irrispettoso senso della realtà 

Yayoi disegna pois da quando aveva dieci anni, tra il 1960 e il 1970  diventa una delle più importanti figure della New York avant-garde. Nel '73 torna Giappone e oggi, ultraottantenne, vive in un ospedale a Tokyo per i suoi problemi psichici. Dentro la struttura le hanno allestito uno studio.   

Così, grazie a Tamara, giro con una sorta di anteprima mondiale. Definirla una copia non si può: a mio avviso anche questa è visual art da collezione.

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