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23 gennaio 2014

VELVET'S PROFILE E RIMANDI DANNUNZIANI


23 GENNAIO 2014

RED PASSION

Pfgstyle wears jacket Max Mara Group trousers Anna Bess shirt Malena hat poil de lapin Da-Me ring Giulia Boccafogli
Photo by Natalie Novarese

La mia passione dannunziana qui si esprime al meglio. Immersa fra broccati, velluti, cappelli sartoriali e piedi nudi. Il profumo più adatto, in questo caso, è quello delle viole il fiore preferito da Eleonora Duse. Ma se l'anima è Il FUOCO il mood di questi giorni è il rock dei Rolling Stones anni '60. Il dualismo sta nella complicità e nella benevolenza che ci concediamo. 
Nelle foto di questo servizio vi mostro un libro: sono le poesie di Diane Di Prima, poetessa della beat generation, alla quale presto dedicherò un servizio. 
Avete voglia di voluttà? Vestitevi di velluto, magnifica la combinazione robe de chamber portata in passerella da Dsquared. Ma non dimenticate la musica di Coltrane. 

Se vi piace l'odore delle violette provate Violetta di Penhaligon's un profumo ideato nel 1976. Sulle altre fragranze dell'azienda inglese e sull'apertura del negozio monomarca a Milano ne ho parlato QUI 

Vi intrigano i rimandi dannunziani? E allora cominciate a leggere Il Fuoco, un romanzo ambientato a Venezia, nell'autunno del 1882. In pratica la storia d'amore tra Gabriele D'Annunzio ed Eleonora Duse.  


I finally found an environment where my passion for D'Annunzio could fully express itself. I dived myself barefoot into brocade and velvet fabrics and little sartorial head pieces. In this case the perfect perfume was violets once, Eleonora Duse's favorite. And if you got THE FIRE inside of you, listen to the Sixties rock of Rolling Stones. The book I chose for the shooting is a collection of Diane Di Prima poems. She was a beat generation poetess and as soon as I could I will dedicate a post to her. So if you are looking for sensual pleasure wear a velvet dress and play Coltraine all day long.

20 gennaio 2014

WORDS ARE LIKE WEAPONS


20 GENNAIO 2014

WORDS
Photography by Gabriele Chiapparini

"Le tue parole fanno male, sono pungenti come spine. Sono taglienti come lame ...possono far male, possono ferire, farmi ragionare si ma non capire...le tue parole sono come mine le sento esplodere in giardino...fanno sanguinare ma non morire...sono cariche esplosive", cantava Cesare Cremonini. 
Lo sapeva bene lui che non c'è peggior suono della parola FINE. Quando la pronunciò Erika, fidanzata storica già sui banchi del liceo, fu davvero devastante. Lo so perché conoscevo Erika, lei ma non i LunaPop. E quando mi proposero di partecipare a un dibattito con questo giovane gruppo anche le mie parole di sufficienza non furono da meno. Oggi io esprimerei apprezzamenti e forse Cesare non tradirebbe Erika. 
Le parole vanno e vengono. Ma quando colpiscono aprono ferite. Che non richiudi se non con altre parole. Con le parole metti le persone in un angolo di dolore o le imbrogli fino a credersi liberi di partecipare. Puoi starci bene dentro alle parole. O puoi starne fuori. Puoi credere che parlare di tutto sia un pregio o che parlare di nulla sia una buona mossa per l'avvenire. Parlare è sempre una scelta. E, una volta tanto, parlate con noi. Senza urlare. Senza illusione. Quando pronunci vocali, per favore, lanciami coriandoli. Affinché possa almeno cadere sui colori.    

La foto di copertina è di Gabriele Chiapparini. Di seguito l'intervista con lui realizzata da Gianmarco Marabini per pfgstyle.

11 settembre 2013

IL MIO REGGICALZE DA UOMO ALLA MANIERA DI WINSTON CHURCHILL


Ecco, l'ho trovato: il reggicalze da uomo. Lo stavo cercando da un po' di tempo, pensando all'autunno e a cosa mi piacerebbe indossare. L'estate è una parentesi passeggera, la vivo in uno stato di ozio per nulla stimolante. Ma l'autunno, invece, mi rappresenta eccome! Con le sue foglie gialle e scricchiolanti sotto le scarpe. Le castagne, i velluti, i colori morbidi che vanno spegnendosi, l'arrivo del gelo a coprire tutto, il fumo dei camini, le zuppe calde che prima ci soffi dentro e vedi piccoli vortici aprirsi su fette di pane abbrustolito. Ecco dunque il mio primo acquisto di stagione, proiettata verso quel divenire uggioso nel quale son felice di restare. Verrà il tempo delle calze e io sarò già pronta. Come Winston Churchill, nella foto che segue lo vedete accanto a sua moglie Lady Clementine, in piedi davanti al numero 10 di Downing Street il 4 aprile del 1955. Non vi sfugga, attenzione, il suo reggicalze al ginocchio sinistro. 

7 settembre 2013

SOGGIORNO AL GRAND HOTEL NELLA RIMINI DI FELLINI


Ieri a Venezia70 hanno applaudito a lungo il film Che strano chiamarsi Federico dedicato da Ettore Scola all'amico Fellini nel ventesimo anno della sua morte. Un ritratto completo, fra immagini disegni e pezzi di vita, che ha inizia già negli anni cinquanta, durante uno dei loro primi incontri. E' un omaggio   commovente e delicato dentro un certo cinema che non c'è più.   Così in questa giornata speciale ho pensato di portarvi nella Rimini di Fellini, in particolare dentro il Grand Hotel dove ho soggiornato al mio ritorno dalla Sardegna. Fellini lo amava parecchio quell'hotel dalla facciata liberty, da bambino con i calzoncini corti lui e l'amico Titta Benzi spiavano dalle siepe le splendide donne dagli abiti lunghi e gli uomini vestiti in frac che fumavano il sigaro. Le macchine erano tante. Nere, grandi e morbide. Lo inserì in una scena di Amarcord tanti anni dopo, declinandolo con gli stessi occhi dell'infanzia.  

Venezia70, yesterday. Standing ovation at its premiere at the Venice Film Festival for Ettore Scola and his film dedicated to Federico Fellini. A complete portrait, interviews, drawings and a patchwork of archive footage  So on this special day I thought I'd bring in Rimini Fellini, especially in the Grand Hotel where I stayed on my return from Sardinia. Fellini loved him a lot of that hotel from Liberty façade. Placed it in  Amarcord, many years later, declined with the same eyes of childhood.

23 aprile 2013

The SuperAlp! 7. My next trip



Quando ho ricevuto l'invito a partecipare, insieme ad altri giornalisti, sono stata super felice: una settimana in giro per le Alpi a conoscere territori, costumi e antiche vie di comunicazione. Il tour SuperAlp, organizzato dal Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi, vuole porre l'attenzione sullo sviluppo sostenibile del territorio alpino. Il viaggio sarà effettuato nel rispetto di una mobilità dolce, utilizzando dunque i mezzi di trasporto pubblici come il treno, l'autobus, la funivia e belle camminate. Naturalmente farò tantissime foto, voi seguitemi qui, su Facebook e Istagram così scoprirete meravigliosi paradisi da visitare al più presto. La partenza è prevista il 5 luglio da Lausanne. 

The Permanent Secretariat of the Alpine Convention organizes also this year SuperAlp! – alpine crossing by using sustainable means of transport (train, bus, cableway without forgetting the most eco-friendly and natural way, walking) SuperAlp! is more than just a journey across the Alps. It communicates the Alpine Convention which essentially represents the toolbox for the sustainable development of the Alpine region, easily transferable also to other mountain regions of the world. The aim of SuperAlp is to raise awareness about soft mobility and sustainability issues, through press articles about aspects of life, culture and nature in the Alps as well as by visiting local and regional authorities which implement good practices for sustainable development in the Alps. The 2013 edition is focused of the Alps as hinge of Europe. A new sustainable itinerary straddling national borders, along ancient communication routes, on the trail of historical populations and new inhabitants.




  

21 aprile 2013

Once upon a time... Le ricette della signora Maigret

Buona domenica a tutte!!! Vi piace la copertina della nuova rubrica settimanale di PFG style? Oggi si parla di...

SOGLIOLA ALLA MODA DI DIEPPE

Si sarebbe potuto credere che stesse fissando qualcosa di privo di interesse come un muro bianco e che non pensasse a niente se non alla sogliola di Dieppe che aveva appena ordinato.
[Maigret è solo]

  • Preparate un fumetto di pesce con le lische di due sogliole, carote, cipolla e aromi.
  • Mettere le sogliole su un piatto con 40 gr. di burro e 3 scalogni tritati. Versarvi sopra 1 dl. di fumetto e 2 dl. di vino bianco. Condire con sale e pepe, portare a lenta ebollizione.
  • Appena il liquido bolle, coprire il recipiente con una carta imburrata e passarlo nel forno per una dozzina di minuti.
  • Tagliare a dadini 4 bei funghi e metterli in una casseruola insieme a 20 gr. di burro, con il sugo di un limone e un po' di vino bianco. Portare a ebollizione e cuocere per 3 minuti.
  • Spellare le sogliole e disporle su un piatto preriscaldato e temerle al caldo.
  • Fare ridurre il liquido di cottura della sogliole. Aggiungervi un po' di burro maneggiato con la farina e completare con una noce di burro e due cucchiai di panna.
  • Unire a questa salsa i funghi, una manciata di granchi privi di guscio, circa 15 cozze e far evaporare il condimento.
  • Guarnire le sogliole con questa salsa e servire.
(Tratto da "Le ricette della signora Maigret" di Courtine - Mondadori editore)







14 aprile 2013

Amber Moon by Agatha Christie


Buona domenica bellezze! A Milano sole bellissimo. Fra poco parto per Piacenza,  una sosta veloce e poi a Bologna. Ché domani si inizia a lavorare ad un progetto bellissimo che vi racconterò. Intanto vi lascio alla rubrica domenicale con quel sapore di antico, di gusto lento per le cose. In una primavera appena iniziata, si può dire, vi racconterò di un certo tipo di cocktail piuttosto singolare reso famoso dal celebre romanzo di Agatha Christie Morte sull'Orient Express. Nel film, il maggiordomo Mr Beddoes porta il famoso Amber Moon, un uovo intero in un bicchiere con un po' di vodka e una bottiglia di Tabasco, al suo datore di lavoro. Ma appena apre la porta lo trova morto. Il successo di questa bevanda fu davvero enorme e per anni lo si beveva con un certo tipo di compiacimento letterario. Come una sorta di iniziazione. Come si prepara? Presto detto. 

-Rompere un uovo in un bicchiere abbastanza alto di vetro 
-Lasciare il tuorlo intatto
-Versare nel whisky
-Servire il Tabasco a parte 

Amber Moon is a cocktail containing tabasco sauce, raw egg and whiskey.  It is featured in the 1974 film Murder on the Orient Express, based on the 1934 novel by Agatha Christie. 









"

10 aprile 2013

Parenthèse. Moi et la plage



"Ho fotografato il mare e poi ho stampato la foto, sono partita portandola con me in un libro. Il mare è restato lì, compito, discreto, perfetto, invisibile, eterno". 
(Margurite Duras, Il mare scritto)

Atos Lombardini long dress

7 aprile 2013

Al via i primi corsi per diventare narratrice di moda


Buon inizio settimana, bellezze! Oggi apro il blog con una bella notizia, da tempo ci stavamo lavorando ed ecco finalmente il primo prodotto formativo di PFGSTYLE. Ho pensato che sarebbe stato bello parlare di scrittura creativa e di moda insieme, raccontare una sfilata o giocare con la memoria fra rimandi e suggestioni di fronte a un colore o a un tessuto. Credo che la figura della Fashion Blogger arriverà ad essere una professione, ma penso anche che questo lavoro non possa prescindere dalle parole e dal modo in cui esse incrociano i prodotti di uno stilista. Ad affiancarmi durante le lezioni alcuni giornalisti di note testate italiane, perché la prima cosa che faremo insieme è imparare a scrivere un articolo :) 

Se volete conoscere il programma dettagliato potete inviare la richiesta a: 

pfgstyle@patriziafinuccigallo.it

La polvere di bellezza per le mani fatta in casa


Buona domenica ragazze! Oggi ho deciso di inaugurare questa nuova rubrica domenicale, una sorta di Enciclopedia della Donna con un taglio vintage che a me piace tanto. Dagli anni '50 di tempo ne è davvero passato tanto, abbiamo fatto le nostre conquiste e siamo riuscite in imprese a quei tempi impensabili. Con tutti i limiti che ancora oggi permangono, nelle professioni e nella vita sociale, possiamo comunque dire di avere fatto tantissimi passi avanti. Tuttavia a me piace ricordare le facce felici e sorridenti di certe moderne massaie che sui giornali di moda, o sui libri dedicati, fornivano ricette da ogni dove, consigli di bellezza e di educazione. Così ho raccolto le indicazioni che mi piacevano di più e ve le propongo settimanalmente. 

La crema per le mani (tratto da La Donna nella casa, nella famiglia e nella società - Anno 1950)

"La mano è forse la metà dell'uomo. Può essere bellissima; può esprimere la grazia e la passione; l'eleganza e l'amore. Le signore possono portare durante la notte guanti cosmetici che conservano bianche  e soavi le amni, impedendo che si screpolino. Una buona crema emolliente, spalmata in uno spesso strato sulle mani, lasciata tutta la notte e riparata da guanti di pelle internamente puliti, è un eccellente curativo, tanto per il rossore, quanto per la ruvidezza della pelle. 
Ecco una straordinaria  polvere di bellezza da fare in casa: 

Farina di mandorle amare 500 gr
Farina di riso  250 gr
Sale di soda polverizzato 32 gr
Olio essenziale di lavanda 8 gr

25 marzo 2013

Icon Wanted


Si sfidano a colpi di tacchi a spillo e apparizioni agli eventi di moda. Tutte in attesa di foto. Tutte con un corredo di aspirazioni e un unico desiderio. Quale? Dettare stile. Fornire le regole. Quello che conta è imporre la propria personalità, creare outfit, fare proseliti, ottenere consensi, aumentare followers. In altre parole: diventare l’unica e riconoscibile icona fashion. Ma per i neofiti della cultura la strada è lunga e non è certo facile. Giacché è impossibile scindere fascino e conoscenza, arte ed intemperanza. Follia e consapevolezza. Lo charme non va un tanto al chilo. E non è nemmeno un prodotto low cost. Esso nasce da una certa padronanza, letteraria e personale, del proprio intelletto e gusto. Lo sapeva bene la Marchesa Luisa Casati, viso reso bianco dal trucco ed  occhi bistarti ad arte, il cui look decadente e chic  è stato riproposto dalla inquietante Tilda Swinton per la rivista Acne Paper . “Voglio essere un’opera d’arte vivente” diceva la Marchesa circondata da aristocratici, bon vivant, poeti e dandy vari. E in qualche modo lo è diventata, altera e seducente, dentro le tele di Giovanni Boldini che la ritrasse nel 1908 vestita di viola insieme al suo levriero. A lei Gabriele D’Annunzio dedicò le migliori intenzioni: “I rosai del Vittoriale ti aspettano per fiorire”.  

13 marzo 2013

Book. Lapo Elkann Style


Quando la casa editrice Add, che amo moltissimo, mi ha inviato il libro di Lapo Elkann mi sono detta "che strana scelta editoriale". In un secondo tempo, sfogliandolo, ho trovato invece tutta l'intelligenza e la provocazione del gruppo editoriale. A partire dalla grafica, che è a dir poco meravigliosa, ingegno di Ivan Johnsons & Lazio Kovaks. A un primo sguardo sembra modesta, completamente opposta allo stile di vita dell'autore, ma in realtà  rappresenta, in quanto a design e  forma mentis, l'allure del giovane protagonista. Si potrebbe proprio dire che è un libro cucito su misura. 

In quanto al contenuto e alla forma si avvicina di gran lunga ai libri -diario di suo padre, Alain Elkann, che per una strana alchimia o rito stregonesco io continuo a comprare insieme alle confessioni di Carmen Llera Moravia. 
Le regole del mio stile ha 190 pagine con numerazione contraria, " si parte dalla fine -dice Lapo - come nei giri di Formula Uno". E' pieno di consigli e confessioni private, di incitazioni a credere nei progetti e di ispirazioni che si possono condividere. Un gioco fra il diario nel cassetto e il sogno di pubblicarlo. Insomma una guida, pur sempre lussuosa, scritta meglio di tante altre in collaborazione con Michela Gattermayer.

Ma Lapo Elkann mi piace e questo suo stile, un po' convenzionale e un po' fuori dalle righe, restituisce invero l'impronta di un'anima. Insomma di uno che nella vita c'è. A suo modo, certo, ma come tanti di noi. Convinti di ristrutturarare l'inferno sotto la guida di Ludwig Mies van der Rohe. 

Presentazione oggi a Bologna ore 18 Royal Hotel 

When Add, one of my favourite publishing house, sent me the new Lapo Elkann book, I wondered to myslef why. On a second look, though, I could recognize all the taste for the provocative and smart choice that is the main characteristic of Add. The layout by  Ivan Johnsons & Lazio Kovaks is simply superb. It could look to simple if compared to the eclectic Lapo but it truly represents his allure. I like a bespoke suit. What is in the book reminds me of the diary book of his father, Alain Elkann, which I have always been avidly reading. The 'Rules of my style' is composed by 190 pages that are numbered back since, as Lapo would explain, in F1 you always start from the highest lap number. Is packed with suggestions and personal confessions, of his restless encouragement to achieve all your dreams. Is like a secret diary that is truthfully ispired by the author.

28 febbraio 2013

Intercontinental Luxury Hotel. Suggestions part 1



Ogni viaggio è una storia da raccontare, per questo scelgo sempre Hotel molto particolari. Il soggiorno, o la sosta per usare un termine desueto, fa parte proprio di quel viaggio anche interiore tanto caro a Goethe, Stendhal, Potocki e ai grandi scrittori che lo hanno narrato nei ricchi diari di accompagnamento.

A Montreal, in Canada, sono stata ospite dell’Intercontinental Hotel, una struttura meravigliosa di altissimo livello. Camminare dentro quelle stanze è come vivere un pezzo di storia del passato, perché l'edificio Nordheimer che lo accoglie ha più di 300 anni. 



All’inizio era una fabbrica  di pianoforti gestita da due fratelli musicisti, Samuele, al secondo piano c’era la sala concerti. Nell'area teatro addirittura giunse nel 1910 una splendida Sarah Bernhardt. Ma di lei e dell’assenzio vi parlerò nella seconda parte.

Thanks: Monica Orr Sales & Marketing Director e Melissa Noel Electronic Marketing Manager 



Every travel is a story to tell, this is why I always pick peculiar hotels. The stay belongs to the internal travel that Flaubert wrote about and all the great writers that filled entire diaries with their memories. In Montreal I stayed at the Intercontinental Hotel, an amazing place to stay. Walking into that hotel is like living a pice of history since the Nordheimer building is more than 300 years old. At the beginning it was a piano company and its room were visited by Sara Bernard

--Max & Co shirt--
--Dolce & Gabbana trousers--

22 febbraio 2013

La donna dandy-pop di Ludovico Loffreda

 
Il suo volto trasformato in pattern grafico e impresso sul cappotto rimanda tanto ad Andy Warhol, ma la commistione tra pop e una certa filosofia dandy scavalca di un passo il tempo e rende i suoi capi una vera novità. Insomma un prodotto su cui puntare. Ludovico Loffreda è una bella scoperta di questa edizione della settimana della moda a Milano. Non dell'ultima ora, giacché ha sfilato alla scorsa edizione della MFW nel contesto Next Generation, ma lì erano in tanti. Ora, con un proprio spazio dentro la Camera della Moda, può raccontare la sua filosofia e presentarla martedì 28 Febbraio alle 11,30 presso la sala sfilate del Castello Sforzesco. 
"Rigore e qualità - mi spiega - sono i due elementi della mia collezione. Forti riferimenti alla divisa, in termini militari, asole fatte a mano, capi lavorati in Italia, materiali tutti naturali. La costruzione severa, dunque".
Niente eccentricità? "Penso che nella moda si senta il bisogno di ritornare al passato, al gusto ricercato e sartoriale. Il cliente chiede la qualità del tessuto, che lo rende portabile a lungo e nel tempo. Il capo costoso che si acquista, insomma, deve restare fruibile a lungo. Come lo era in passato". 
Diplomato allo IED di Milano, Loffreda, 25 anni, è l'uomo dalle linee pulite. Uno che pensa alla donna partendo da input maschili. 
In cosa si differenzia dalle correnti tendenze? Classe, vestibilità e quell'aura di donna intellettuale che mi piace vedere. Finta o vera potrebbe persino non avere importanza. Il miracolo sta già nel poterla un giorno immaginare.

The faces transformed in a graphic pattern on the coats reminds me of Andy Warhol, but the mix between pop and dandy philosophy overcomes a style and makes his clothes a real novelty. Ludovico Loffreda is a pleasant surprise of this Milan fashion week. Is not a total newcomer since he had his fashion show last year during Next Generation fashion show. Now he has his own space at the chamber of fashion and tell his philosophy Tuesday 28th of February at 11.30 am at Castello Sforzesco.'Attention to quality and details - he explains - are the two main pillars of the collection. Inspired by the military wear, all made in Italy, all natural fabrics. A very rigorous construction.' No eccentricities then? 'I think the fashion world needs to look back at the past at the sartorialism. The customer looks for quality in the fabrics, the clothes have to last in time and in trend. They look at value for their money and clothes that can be used over time like in the past.'Loffreda 25 studied at IED in Milan. And favors clean cuts and menswear inspires his womenswear line. He differs from the current fashion diktats dressing a cultured and classy woman that you can imagine take back the cities. Finally.

#mfw day 3. The Revenge of free thinking


Dopo la neve (forse nel senso magico di stendere un velo) e la protesta degli ambientalisti (la solita boutade, siate più coerenti per favore) cos'altro si abbatterà sulla Milano Fashion Week non è dato sapere. Se non ciò che vediamo quotidianamente sotto il Duomo e alle sfilate, trasformate in veri e propri set fotografici, che non bastano un paio di sole foto. No di certo. Tutti in fila per quello scatto di fronte al cartellone loggato per dire "io ci sono" che attesta, come le targhe davanti alle case storiche, il "qui è nato" e "qui è passato".
Una sorta di fai da te visto che i patiti dello street style dovevi proprio andarli a cercare, in mezzo a questo freddo e ai fioccherelli bianchi che rovinano gli obiettivi. Ma sulle passerelle ho visto cose favolose, piene di quella rara magia che la riconosci a pelle e ti lasci  trasportare. Dagli stilisti della natura intendo (e qui anche gli ambientalisti si sono zittiti) che giocano con la storia e la disegnano negli abiti, come Andrea Incontri, Antonio Marras o Daniela Gregis. Così, quel filo col passato, lo porti addosso un pochino anche tu. E puoi dire: "io c'ero". 
Quanta scollatura tra i creativi e la realtà. Quanta divergenza tra un pensiero che vola e uno che resta in foto.

After the snow (perhaps in the sense of overlooking the thing) and the protests of environmentalists (the usual stuff, at times not so consistent) what else will fall on Milan Fashion Week we can not predict. All we are experiencing every day in the shadows of the Duomo and the fashion shows cannot be described by a couple of pictures. Not at all. We are all dutifully queueing for a pictures on the main milestones, to be able to say 'I was here'.A sort of DIY since the really fashionable ones were difficult to spot in the midst of snow that makes pictures all blurry and undefined.
But on the runways I've seen fabulous things, full of that rare magic that you recognize and savor.From the designers of nature playing with history and drawing it in the clothes, like Andrea Incontri, Antonio Marras or Daniela Gregis. You can wear a bit of history too and say 'I was there', there is a huge gap between creativity and reality like the one between a thought able to fly and one stuck in a picture.

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