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16 aprile 2014

VENEZIA HARD ROCK CAFE NEW MENU

Venice. New menu for Hard Rock Cafe: 30 new dishes to eat, also for vegetarians. You can find meat but also many types of salad, fresh produce with an extraordinary selection of hand-made dressings: ranch, honey mustard, honey citrus, caesar, blue cheese, balsamic vinaigrette, lite Italian and oil & vinegar. And the gourmands can taste the new carrot cake.

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Come sapete, se mi seguite sui social, dopo Firenze sono volata a Venezia per seguire l'inaugurazione del nuovo menu di Hard Rock Café
Trenta nuovi piatti e alcune rivisitazioni dei grandi classici sono stati elaborati anche in Italia per offrire al pubblico nuove emozioni. Il tutto è nato da una ricerca, condotta da Coehan Research, su 3000 clienti distribuiti nei cinque continenti dove hanno sede gli storici locali. Studiando i gusti, i profili aromatici, i tagli di carne, la miscela di carne nei burger preferiti e suggeriti dalle persone, il brand è giunto a queste nuove proposte che hanno toccato tutto: dal pane con la ricetta del Pan Brioche all'insalata per chi vuole stare leggero con cinque varietà di combinazioni a base di lattuga. 
In menù ci sono hamburger più light, tre tipologie nuove di fagioli, condimenti particolari, dolci a base di carota e noci, una crema di spinaci e parmigiano. Il tutto sempre fresco e con prodotti di qualità. 

ANTIPASTI: Spinach Artichoke Dip, Nachopalooza, Fried Shrimp Platter
BURGER: Fiesta, Tango, Local Legendary
SMOKEHOUSE: The Texan, Smoked Beef Brisket
VEGETARIANI: Vegetarian Sandwich, Veggie Leggie, Arugula Salad without chicken
DESSERT: Layer Carrot Cake, Oreo Cheesecake, Chocolate Molten Cake
 

7 settembre 2013

SOGGIORNO AL GRAND HOTEL NELLA RIMINI DI FELLINI


Ieri a Venezia70 hanno applaudito a lungo il film Che strano chiamarsi Federico dedicato da Ettore Scola all'amico Fellini nel ventesimo anno della sua morte. Un ritratto completo, fra immagini disegni e pezzi di vita, che ha inizia già negli anni cinquanta, durante uno dei loro primi incontri. E' un omaggio   commovente e delicato dentro un certo cinema che non c'è più.   Così in questa giornata speciale ho pensato di portarvi nella Rimini di Fellini, in particolare dentro il Grand Hotel dove ho soggiornato al mio ritorno dalla Sardegna. Fellini lo amava parecchio quell'hotel dalla facciata liberty, da bambino con i calzoncini corti lui e l'amico Titta Benzi spiavano dalle siepe le splendide donne dagli abiti lunghi e gli uomini vestiti in frac che fumavano il sigaro. Le macchine erano tante. Nere, grandi e morbide. Lo inserì in una scena di Amarcord tanti anni dopo, declinandolo con gli stessi occhi dell'infanzia.  

Venezia70, yesterday. Standing ovation at its premiere at the Venice Film Festival for Ettore Scola and his film dedicated to Federico Fellini. A complete portrait, interviews, drawings and a patchwork of archive footage  So on this special day I thought I'd bring in Rimini Fellini, especially in the Grand Hotel where I stayed on my return from Sardinia. Fellini loved him a lot of that hotel from Liberty façade. Placed it in  Amarcord, many years later, declined with the same eyes of childhood.

4 settembre 2013

VENEZIA FILM FESTIVAL. DUE PAROLE CON MORIAN ATIAS


Una delle conoscenze più azzeccate di questo festival è stata lei, l'attrice israeliana Morian Atias, ex modella lanciata, pensate, nientemento che da Raffaella Carrà. Bella indubbiamente lo è, ma scoprire anche un talento narrativo è stato delizioso. Nell'ultimo film di Paul Haggis dal titolo Third Person, (che sarà presentato al Festival del Cinema di Toronto il 9 settembre con un cast stellare da Liam Neeson a James Franco, da Mila Kunis a Adrien Brody e anche Riccardo Scamarcio la cui serata in discoteca vi ho raccontato QUI) non solo è stata protagonista di uno dei tre episodi ma ha scritto una parte della sceneggiatura. "Amo scrivere - mi racconta tra una coppa di champagne e l'altra - è sempre stata la mia grande passione. Mi piace isolarmi e inventare le storie. In questo ultimo film ho scritto l'episodio del quale sono protagonista. Narrare è difficile, lo so, ma vorrei cominciare a lavorare a un mio libro. Iniziare questa nuova avventura". Le ho chiesto dove troverà il tempo tra un ciak e l'altro: "Sarà complesso, gli impegni sono tanti, per fortuna. Ma la scrittura è un atto silenzioso, un tempo ritrovato. E non lo voglio perdere".

3 settembre 2013

LUIS BOFFA PIETRO SHOES

Da qualche mese ho una nuova passione: le scarpe di Luis Boffa Pietro. Quelle che indosso nella foto le ho portate con me a Venezia, mi piaceva il colore e la forma stile Bauhaus. Le ho indossate ad un evento in Terrazza Maserati, seppure altissime sono risultate assai comode.  
Un vero capolavoro, realizzato appositamente per me, lo indosserò alla MFW. Sarà uno stivale nero con inserti dipinti a mano color oro. Appassionato di moda e ricerca artistica, Boffa Pietro è uno stilista di accessori dal 1987, produce scarpe e cappelli, altra mia grande passione. Vi ricordate quelli lunghi a punta che hanno accompagnato per anni gli amanti dello snowboard? Ebbene li ha creati lui. In seguito si è lanciato in modelli più fashion, realizzando cloche multicolore. Vi farò vedere anche quelli. Che ne pensate di questo stilista?

2 settembre 2013

PARTY FOR NICOLAS CAGE. MY MAKE UP BY DIEGO DALLA PALMA

Eccomi qua in bella compagnia, alla mia destra c'è Ahmed Ibrahim, giovane promettente regista fra qualche mese sarà l'aiuto di Shirin Neshat per un nuovo film. La serata dedicata a Nicolas Cage, blindatissima all'interno di Bungalow 8 della Palazzina G di Venezia, è stata bella. Atmosfera rilassata, musica giusta e condivisione di spazi aperti hanno riservato sorprese e piacevoli chiacchierate. Con me sono venuti gli organizzatori del Middle East Now di Firenze, Roberto Ruta e Lisa Chiari, l'unico festival di cinema in Italia interamente dedicato al Medio Oriente contemporaneo. Per l'occasione sono stata truccata da Antonio Bonfanti makeup artist di Diego dalla Palma, colori scuri e sfumature ad hoc hanno reso il mio sguardo assai accattivante. Per me sarà difficile ripeterlo, ma con Antonio ci rivedremo alla prossima MFW. Non vedo l'ora :) 

31 agosto 2013

VENEZIA. LA DOLCE VITA DI RICCARDO SCAMARCIO


Ieri sera mi trovavo al Bungalow 8 della Palazzina Grassi a Venezia invitata ad un party in onore di Nicolas Cage. Prima di raccontarvi della serata in questione volevo mostrarvi due immagini insolite che ho scattato nell'area fumoir tra un ballo e un cocktail. Lui, l'avete ricosciuto, è Riccardo Scamarcio alle prese con le scarpe di una deliziosa fanciulla vestita di nero al suo fianco per tutta la sera. Le aveva appoggiate più in là, come un'opera d'arte. Tanto valeva fotografarle. Come ricordo. Io ho fatto lo stesso. 

30 agosto 2013

PRIMER COLOR LOVER BY FRAMESI CON ME A VENEZIA

In questi giorni veneziani, fra feste e gala, saltando da una sala all'altra per vedere i film in concorso, i miei capelli hanno retto benissimo agli spostamenti. In valigia avevo con me il Primer Color Lover di Framesi, una nuova crema che elimina le imperfezioni rendendo i capelli idratati a lungo e proteggendoli con il filtro UV dal sole. Sono rimasti morbidi e lucenti nonostante il vento in motoscafo e la pioggia che si è abbattuta su Venezia durante la notte. Merita un post. Ora scappo a vedere un paio di film e un incontro con Silvio Soldini. Buon fine settimana fanciulle!



29 agosto 2013

VENEZIA RED CARPET INAUGURAZIONE FESTIVAL DEL CINEMA

PHOTO BY VITTORIO ZUNINO CELOTTO (GETTY IMAGES)

Capita anche di vederci così, io e il mio compagno, sul red carpet all'inaugurazione del Festival del Cinema di Venezia. Stupitevi soprattutto di lui, giornalista del settimanale L'Espresso, poco incline a party e ricevimenti. Del resto si occupa di temi assai diversi, come inviato di guerra e di politica interna. Una giornata intensa dunque, quella di ieri, fra preparativi e attese cinematografiche. Dopo l'ingresso spettacolare abbiamo assistito alla prima di Gravity, film di Alfonso Cuarón, presenti in sala oltre al regista i protagonisti George Clooney e Sandra Bullock. Una pellicola in 3D da non perdere, forti sensazioni e un'interpretazione della Bullock davvero straordinaria.  Sentimenti in mezzo al vuoto e una vita attraversata da detriti i quali, come nello  spazio, spaccano e distruggono. Non ci resta che ricomporci, con determinazione e volontà. E qualche buona simulazione, come ci ha mostrato Gravity. E allora tornano comode le parole di Bernardo Bertolucci, presidente della giuria, che in apertura ha detto: "Forse il cinema non cambia il mondo. Ma inventa un mondo. Tutto qua." Dopo il film siamo andati alla cena di gala all'Hotel Excelsior. Eccovi tutte le foto. Buona lettura!

Wearing Silvia Serban / Fibrae bracelet

You can even see me and my fiancee on the red carpet for the opening ceremony of the International Film Festival in Venice. You can be surprised especially considering  that he is a journalist for the Espresso magazine and a politica and war correspondant. A different day between the wait and the film proiections. We saw the spectacular Gravity by Alfonso Cuaron with Sandra Bullock and George Clooney. A 3d movie not to miss and an amazing Sandra Bullock in a world were everything is fragmented and you have to put yourself together every time, maybe with technology like in Gravity or relying on the words of Bernardo Bertolucci, in charge of the jury: ' Cinema does not change the world but it invents one.'After the movie we went to the Gala Dinner hosted at the Htel Excelsior. Here all the photos, enjoy!


28 agosto 2013

VENEZIA. MARINA ABRAMOVIC AL PARTY L'UOMO VOGUE




Buongiorno guys! Eccomi a Venezia, da ieri, per la 70ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale. E' come vivere ogni minuto dentro un set, a cominciare dal panorama. Il primissimo appuntamento al quale ho partecipato è il cocktail party pre-opening de L'Uomo Vogue alla Terrazza Maserati: il numero di settembre della rivista, infatti, è interamente dedicato al cinema, in copertina c'è James Franco fotografato da Francesco Carrozzini insieme all'artista serba Marina Abramović la quale, con l'attore, ha realizzato il docufilm biografico "James Franco: The Last Unicorn". Ho visto il trailer, surreale e spiazzante. Lei mi ha detto che sta per andare a Doha in Qatar, si occuperà di donne islamiche: abbiamo parlato anche un po' di questo. Ho poi rivisto Franca Sozzani, vi ricordate l'intervista che le ho fatto qualche mese fa? Se l'avete persa la ritrovate QUI. Ho conosciuto la simpaticissima Rushka Bergman, Fashion editor L'Uomo Vogue e l'attrice israeliana Moran Atias, protagonista di una delle tre storie dell'ultimo film di Roman Polanski (girato quasi interamente in Italia, sarà presentato al Festival del Cinema di Toronto) che ha scritto alcune parti della sceneggiatura. Scopriremo insieme quali. 
Light dinner a fine serata al locale clou di quest'anno a Venezia, Palazzina G, l'unico hotel disegnato da Philippe Starck. Un evento eccellente, dunque, ricco di persone interessanti. Seguitemi in tempo reale su @pfgstyle e Facebook. Ci vediamo stasera alla cerimonia di apertura! Buona visione! 

Morning guys! Here I am in Venice for the 70th Venice International Film Festival Biennale. Every minute is like being on set, starting with the views. I got started with the pre-opening party of Vogue Uomo sponsored by Maserati: the latest issue of the magazine is entirely dedicated to the movie industry with James Franco photographed by Francesco Carrozzini together with the artist Marina Abramovic who realized the movie "James Franco: The Last Unicorn". I saw the trailer, really surreal. Marina Abramovic said she is about to travel to Doha in Qatar to address the women issues in the Islamic countries. After this interesting talk I met again with Franca Sozzani who I interviewed here a few months ago. Then I had the chance to meet the Vogue Man fashion editor Rushka Bergman and the Israeli actress Moran Atias who starred in Roman Polanski latest movie. The night ended with a light dinner and a party at Palazzina G. the only hotel designed by Philippe Stark. An amazing event, full of interesting people. If your want to know more follow me on  @pfgstyle and Facebook. See you tonight at the opening ceremony, stay tuned!

12 ottobre 2012

Venice part one. Capogrossi Italian Style



$ La mia ambizione è di aiutare gli uomini a vedere quello che i loro occhi non percepiscono: la prospettiva dello spazio nel quale nascono le opinioni e le azioni $  (Giuseppe Capogrossi)

Al Peggy Guggenheim di Venezia è di scena Giuseppe Capogrossi, settanta opere per rendere omaggio ad uno dei grandi padri dell'avanguardia artistica del secondo dopoguerra.  

E' un'antologica questa che non può non essere vista. Per la modernità, il significato, l'apertura mentale di Capogrossi. Uno spazio visivo e temporale che ha contaminato l'architettura, la moda, le persone.

La mostra, curata da Luca Massimo Barbero, si apre con i grandi capolavori figurativi degli anni '30 fino ad arrivare ai grandi formati astratti degli anni '60. Lo vedete alle mie spalle, una Superficie, con i segni riconoscibili definiti dallo stesso autore " i pettinini". Segni che compariranno per la prima volta nel 1950 con una grande mostra romana, le sue opere folgorarono artisti stranieri come Jackson Pollock, Sam Francis, Georges Mathieu

Che rapporto ebbe con la moda? Un legame indissolubile, divenne una sorta di referente per l'Italian Style, tanto da essere preso nel 1957 come spunto di personalità in una pubblicità per un famoso brandy. I suoi quadri fecero da sfondo al concerto di Jhonny Hallyday.
Firmò ceramiche, foulard, gioielli. 

Il successo di Capogrossi e del suo personale alfabeto è straordinario, nel 1971  il Ministero della Pubblica Istruzione gli conferisce la medaglia d'oro per meriti culturali. 

E l'haute couture lo rinnova e lo ricorda: Marco Coretti ha creato una collezione interamente ispirata ai suoi lavori. 
La mostra è aperta fino al 10 febbraio.


Venezia. More than seventy works trace the evolution of the career of Giuseppe Capogrossi, a major figure in the first generation of post war Italian painters. This exhaustive retrospective presents his unique contribution to 20th-century art through the revelation of his early works between the wars and through the analysis of his abstract style of grandiose orchestrations of sign and color, with its numerous variations in the 1950s and 1960s.

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