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19 dicembre 2013

PEGGY GUGGENHEIM A NATALE SI REGALANO LIBRI


19 DICEMBRE 2013

UNA VITA PER L'ARTE
L'autobiografia di una donna speciale


Occhiali omaggio a Peggy Guggenheim di D&G bag Gherardini dress Zara collana plastron Phare in metallo dorato e strass Lanvin 

"Una vita per l'arte" di Peggy Guggenheim

Non ci sono solo oggetti, vestiti ed accessori. Ci sono anche i libri. Anzi, soprattutto i libri. E sono quelli che restano, che non passano di moda. Che quando ti svegli cinque anni dopo averli ricevuti in regalo sono ancora attuali e li puoi sfogliare. Io vi ripropongo Una vita per l'arte, ovvero l'autobiografia di Peggy Guggenheim


Quella grande e inquieta Peggy Guggenheim ti pare di vederla, gironzolare nelle stanze di Palazzo Venier dei Leoni, affacciato sul Canal Grande, che acquistò per farne la sua residenza-museo. Alle pareti de Chirico, Pollock, Duchamp, Picasso, Brancusi, Kandinsky e tanti altri: si era messa in testa di proteggere l’arte del suo tempo. Moglie, per qualche anno, del pittore surrealista Max Ernst, Peggy ha creato a Venezia una delle più importanti collezioni italiane dedicata all’arte americana ed europea.



There are only objects, clothes and accessories. There are also books. Indeed, especially books. And they are the ones that remain, that never go out of fashion. That's when you wake up five years after they are received as a gift are still present and you can browse them. I will propose again a life for art, which is the autobiography of Peggy Guggenheim.


18 ottobre 2012

Secret Venice l


Fare la turista a Venezia è sempre un'esperienza nuova. Ogni volta che il treno attraversa quella lingua di acqua, ed è un viaggio che faccio spesso, l'emozione è altissima. Ma Venezia mi piace di più in questo periodo, verso l'autunno tardo. Meglio ancora d'inverno. Tuttavia, in ogni tempo e stagione, ci sono luoghi o situazioni che forse non tutti conoscono. Meno "battuti" insomma, pertanto vi lascio alcune note. Nel caso passiate di qua. E vogliate scoprire una Venezia alternativa.

Lo spazio in cui mi trovo seduta nella foto è Serra Margherita, la serra dei Giardini del Castello costruita nel 1894 come tiepidarium in vetro e ferro. Oggi, al suo interno, vi si trova un caffè particolare, d'altri tempi sembrerebbe. Ci si può sedere a mangiare torte e a bere the, leggendo in tutta tranquillità un libro. L'atmosfera è straordinaria e la serra bellissima. A pranzo in genere vado al Guggheneim Museum, c'è sempre qualcosa che non ho visto, o che voglio approfondire. Un quadro, una collezione, una scultura. Il servizio è ottimo, inoltre mentre mangi puoi ammirare il Giardino di sculture Nasher. 

Una tappa all'Ottica Urbani è d'obbligo, ha gli occhiali più belli mai visti. Loro clienti sono il regista Spike Lee e l'artista Elton John. I modelli sono tutti originali, artigianali, estrosi ma io sono impazzita per gli occhiali Gondola. 
Nelle foto ne ho indossati alcuni, sia lavorati con materiali tradizionali sia con  prodotti nuovi come il legno, trattato con cere naturali e pigmenti vegetali, o il corno di bufalo d'acqua.   

Se avete voglia di fare un salto all'indietro nel tempo andate a Murano prendendo il vaporetto. Se scendete alla fermata Venier vi troverete di fronte il convento di Santa Maria degli Angeli. Qui Giacomo Casanova sedusse la misteriosa monaca di clausura M.M. Essa usciva di notte da una piccola porticina (che ancora esiste) insieme ad una amica. Lui le aspettava in gondola indossando una maschera per nascondere l'identità. Si dice che entrambe fossero sue amanti.   

Se invece volete tascorrere a Venezia la notte di Halloween sappiate che troverete pane per i vostri denti. Si narra infatti che tra calle e callette si aggirino fantasmi autorevoli. Quali? Il filosofo Giordano Bruno, per esempio, che infesta le stanze di Cà Mocenigo dove venne tenuto prigioniero prima di essere consegnato all'Inquisizione. Oppure la giovane Tosca vestita da sposa che si aggira in Campo de San Piero cercando il dito che le fu tagliato. Solo dopo averlo trovato potrà sposarsi. Viene chiamato Casin degli Spiriti e si trova proprio di fronte all'isola di San Michele, l'edificio un tempo era il luogo preferito da intellettuali, pittori ed artisti vari. Oggi è famoso per gli strani rumori che si sentono al suo interno e le apparizioni improvvise. Nel 1929 furono trovati i corpi decapitati di alcune persone. Delitto rimasto irrisolto.   

Io che voglio dormire sonni tranquilli prenoto all'Hotel La Fenice et des Artistes, vicino al Teatro. Chiedo sempre la stanza in alto, quella con la terrazza e una piccola cucina. Far colazione lassù è meraviglioso. 

Indossavo i pantaloni di H&M, ne ho comprati una serie. La linea invernale mi è piaciuta davvero molto. 


Venice: the secret places. Here are some tips.

1- Serra Margherita a meeting place, a pleasant setting where you can relax and read books, magazines on gardening and nature
2- Guggheneim Museum in Palazzo Venier dei Leoni was probably begun in the 1750s by architect Lorenzo Boschetti, whose only other known building in Venice is the church of San Barnaba. Inside there is  a very good restaurant where I eat. 
3 - Ottica Urbani shop was opened in San Marco, in the Bocca di Piazza corner, already in 1952, a point of reference for the Venice “Dolce Vita” . Here all eye-sight necessities of many famous members of the intellectual and cultural life were cared for: Hemingway, Music,Vedova and the architect Carlo Scarpa.
4- Hotel La Fenice et des Artistes few steps from La Fenice, the famous Venetian theatre, and just three hundred meters far from the heart of the city, San Marco square. This hotel is the ideal place where you can breath quiet. 

 Servizio fotografico di Natalie Novarese

12 ottobre 2012

Venice part one. Capogrossi Italian Style



$ La mia ambizione è di aiutare gli uomini a vedere quello che i loro occhi non percepiscono: la prospettiva dello spazio nel quale nascono le opinioni e le azioni $  (Giuseppe Capogrossi)

Al Peggy Guggenheim di Venezia è di scena Giuseppe Capogrossi, settanta opere per rendere omaggio ad uno dei grandi padri dell'avanguardia artistica del secondo dopoguerra.  

E' un'antologica questa che non può non essere vista. Per la modernità, il significato, l'apertura mentale di Capogrossi. Uno spazio visivo e temporale che ha contaminato l'architettura, la moda, le persone.

La mostra, curata da Luca Massimo Barbero, si apre con i grandi capolavori figurativi degli anni '30 fino ad arrivare ai grandi formati astratti degli anni '60. Lo vedete alle mie spalle, una Superficie, con i segni riconoscibili definiti dallo stesso autore " i pettinini". Segni che compariranno per la prima volta nel 1950 con una grande mostra romana, le sue opere folgorarono artisti stranieri come Jackson Pollock, Sam Francis, Georges Mathieu

Che rapporto ebbe con la moda? Un legame indissolubile, divenne una sorta di referente per l'Italian Style, tanto da essere preso nel 1957 come spunto di personalità in una pubblicità per un famoso brandy. I suoi quadri fecero da sfondo al concerto di Jhonny Hallyday.
Firmò ceramiche, foulard, gioielli. 

Il successo di Capogrossi e del suo personale alfabeto è straordinario, nel 1971  il Ministero della Pubblica Istruzione gli conferisce la medaglia d'oro per meriti culturali. 

E l'haute couture lo rinnova e lo ricorda: Marco Coretti ha creato una collezione interamente ispirata ai suoi lavori. 
La mostra è aperta fino al 10 febbraio.


Venezia. More than seventy works trace the evolution of the career of Giuseppe Capogrossi, a major figure in the first generation of post war Italian painters. This exhaustive retrospective presents his unique contribution to 20th-century art through the revelation of his early works between the wars and through the analysis of his abstract style of grandiose orchestrations of sign and color, with its numerous variations in the 1950s and 1960s.

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