13 gennaio 2012

Le giornaliste di moda dichiarano guerra alle fashion blogger



Devono averci pensato un po’ le giornaliste di moda prima di prepararsi al grande contrattacco. Poi hanno deciso il “si fa muro” e alla prossima settimana della moda milanese, in agenda a febbraio,  schiereranno il loro primo NO contro le fashion blogger. 

“Alle maison sarà detto chiaro chiaro che non non entreremo alle sfilate se ci saranno loro”  - mi ha anticipato ieri sera una  sostenitrice della protesta. Il bubbone è venuto fuori mentre gustavo una ribollita alla trattoria delle Spade, in un clima ormai di fine Pitti tra racconti, saluti e abbracci vari. “Non è possibile vedere in prima fila queste ragazzette con il cellulare in mano che mandano sms per vantarsi di essere lì. Capisci? Noi andiamo alle sfilate per lavorare non per far sapere al mondo che siamo lì”. 

Insomma i grandi brand dovranno vedersela con le decane della moda: “ la maggior parte delle fashion blogger sono incompetenti, non conoscono nemmeno la storia del costume”. 

Il j’accuse parte proprio dalla competenza e dal rapporto che le fashion blogger instaurano con i brand: “fanno pubblicità a prodotti che ricevono in regalo, questo falsa l’autenticità dell’informazione”. 

Che ci fosse malumore l'avevo capito interrogando qualche firma importante della moda, ma da qui ad organizzare una rivolta proprio non lo l'avrei immaginato.

E’ guerra? Lo è. E mentre aspettiamo i comunicati ufficiali, ditemi, voi cosa ne pensate?

66 commenti:

  1. Patrizia tu sei una giornalista esperta, io sono una giornalista con pochi anni di esperienza, ed entrambe abbiamo un blog di moda. Sinceramente secondo me le giornaliste non hanno tutti i torti quando dicono che molte fashion blogger non hanno nessuna competenza in fatto di moda, e che in nome della pubblicità falsano l'informazione, che è già abbastanza falsata dalla loro incompetenza!E' vero, il web è libero e democratico, ma è anche vero che i brand dovrebbero tenere conto più della professionalità della blogger che della pubblicità di massa su blog con 100.000 fan, o in altri casi anche meno, dove si vedono sono foto con gli outfit del giorno!Questa sarebbe 'la moda'???????Per me 'no'.

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    1. il MONDO è un gioco! divertitevi! veterane attempate! ora finalmente avete pane per i vs denti e non detterete + legge! LEGGE POI DA VERIFICARE! GIORNALISTE? OPINABILE!

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    2. perchè i giornali non sono pieni di pagine e pagine di pubblicità dei brand che pagano meglio? Questa non è informazione falsata? Qualche giornalista di moda ha mai difeso il made in italy e gli artigiani che ancora realizzano tutto a mano e senza brand e soprattutto nel NOSTRO PAESE???

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    3. Ormai tutte le maison hanno capito che la blogger colpisce e strega di più. E' una strategia commerciale, poco interessa a loro la competenza in campo di moda. E' più facile collaborare con una blogger appassionata di moda che una giornalista ferrata.
      Sono convinta, inoltre, che la moda non la dettano i giornalisti, ma molto spesso vip, attori, cantanti... Vogliamo scagliare una freccia anche contro di loro?!?
      Un saluto,
      Marta. Una libera blogger.

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  2. Guarda, io mi trovo nel bel mezzo, più o meno. Sono una giornalista di moda e ho anche un blog. Ma visto che mi trovo da sempre a difendere la professionalità, la capacità e la preparazione, non posso che dare ragione a chi si esaspera per questo fenomeno.
    Anche io alle sfilate ci vado per lavorare, sia che il mio reportage finisca su un magazine, sia che finisca sul mio blog. Quando mi ritrovo circondata da signorine che si atteggiano a guru della moda, e che non guardano i capi sfilare, ma se c'è qualcuno che le nota, beh, mi viene l'orticaria.
    Io credo che fare blogging sia bellissimo, ma che debba essere fatto con sapienza, conoscenza e precisione, altrimenti meglio scrivere un bel diario e tenerselo per sé, invece di invadere la rete con robaccia fatta male e portare così all'ingiusta denigrazione di una cosa molto bella e interessante come il curare un blog.

    Ti auguro una buona giornata,

    Sara Ottavia C.

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    1. La rete è uno strumento a doppio taglio - e io ho detto una grande banalità e una verità - eppure se guardo i fashion blog più famosi e seguiti mi sembra di vedere la stessa cosa: bellissime donne che ci fanno vedere come vestono bene!
      Ci può stare, ma se devo lasciarmi ispirare vado a cercare altro: sfilate, giornali di moda ecc.....
      Tutto questo pullulare e parlare di moda è un'ottimo viral marketing per le grandi marche...
      Anche a me piacerebbe vedere sapienza, conoscenza e precisione e non solo tra le blogger, ma questa è utopia! Personalmente mi limito a fare la mia personale selezione e a cercare tra i blog qualcosa che sia più attinente alla mia normalità.

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  3. due cose mi fanno riflettere. il 'mandano sms' acclara che evidentemente le giornaliste di moda sono un po' 'demodées': ormai nessuno manda sms, il mondo è pieno di app per evitarli. è forse il motivo per cui il nuovo pubblico va sui blog e legge meno i canali convenzionali. questi ultimi non parlano la lingua corrente. resto convinto però che siano cose differenti: i giornali sono i giornali, i blog sono i blog. da una parte trovi certe cose, e certe informazioni, dall'altra trovi una persona e un contatto diretto. basta non fare confusione. reagire escludendo qualcuno è segno di povertà intellettuale. 'regolamentare', eventualmente, sarebbe interessante e produttivo per tutti.

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  4. Hanno ragione da vendere!
    Sono una fashion blogger e richiedo gli accrediti per partecipare alle sfilate. Io amo la moda e adoro parlare di moda, ma mi rendo anche conto che stiamo spuntando come funghi!
    Non ho mai postato una mia foto sul mio blog, la maggior parte delle persone neanche mi conosce, ma constinuo a scrivere perchè è la mia passione!
    Purtroppo ormai andare ad una sfilata è diventato un modo per farsi vedere..ed è normale che molti siano attratti dalla facile notorietà che un blog può darti..soprattutto se si parla di blog di outfit...

    Ciao,

    Gaia

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  5. Io ho studiato moda e prima di laurearmi ho aperto un blog.Dopo un anno è arrivato un contratto su un sito in cui parlo di moda e alle sfilate ci vado per scrivere, fare foto e lavorare.Per ora non siedo in prima fila (spesso stending perché seduti ci sono gli amici degli amici..vergognoso ) e in mano ho due telefoni e una reflex. Il problema sono quelle che non sanno fare nulla e son lì perché sono uno spot che cammina per via dei loro soldi e perché volti di siti che fanno migliaia di visite al giorno. Quindi sì, va combattuto il fenomeno, ma quello specifico di gente che non ha nessun motivo per esserci! E comunque...non credo che le brave giornaliste dovrebbero preoccuparsi: continueranno a lavorare...le 4 sgallettate del frontrow non sanno mettere due parole in fila!
    Buona giornata
    E

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  6. Le giornaliste hanno ragione ma se le blogger contestate vengonosono alle sfilate e' perche' le case di moda hanno accettato di invitarle o le loro richieste, senza vedere che tipo di blog si tratta etc..,Blog di moda seri, ce ne sono, ma la responsabilita' in primis e' di chi le fa assistere indiscriminatamente.

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  7. non sn giornalista...per ora....,ho un blog che curo poco perchè faccio fatica a trovare novità,creatività,fantasia, serietà e qualità.
    non mi fotografo,nn aspetto i cadeaux,non me ne frega sostanzialmente nulla di fare parte della massa e non ho bisogno di "apparire" con determinate modalità per sentirmi qn o essere riconosciuta come.....da anni ci sono sempre, nei posti giusti e con le persone giuste ma rimangono solo momenti privati.
    giornaliste,blogger,sfilate,linguaggi.....tt scorre e tt trova un suo equilibrio e poi esiste sempre la selezione naturale....

    il lusso è la libertà di poter scegliere.
    wandalicamente io

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  8. Sono d'accordo sul fatto che molte fashion bloggers non se ne intendono di moda, ma in realtà molti di questi blog (compreso il mio) non sono fatti per vantarsi di essere "esperti", se lo fossimo avremmo mandato un cv a Vogue e non staremmo lì a preoccuparci di aggiornare un semplice blog!Quello che molti giornalisti - in molti campi - non capiscono (secondo me) è che il blogging ed il web in generale hanno cambiato il modo di fare informazione e di consumarla da parte dei lettori. Che Vogue mi dica che la nuova collezione di Chanel (o qualsiasi altro brand di lusso) è bellissima e imperdibile è scontato, se di uno stilista/oggetto particolare parla un blogger, che tutti reputano sempre e comunque una persona normale - tranne alcuni casi -, la musica cambia. Poi sta ad ognuno giudicare il proprio lavoro e quello degli altri. Molti fashion blogger sognano di andare ad una sfilata ma non l'hanno mai fatto perchè non pretendono di arrivare così in alto, altri sono esibizionisti ma facessero i food blogger o gli spazzacamini per loro la priorità sarebbe sempre quella di "esserci ed apparire". Bisogna scindere le categorie secondo me, anche noi bloggers non siamo tutti uguali....per fortuna.

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  9. Facessero il giusto distinguo fra le varie tipologie di blogger potrei essere anche d'accordo. In effetti la blogger che fotografa i suoi look non ha BISOGNO di andare alla sfilata (se non per divertimento) per fare il suo lavoro, le basta ricevere a casa abiti e accessori e farsi fotografare, ma le blogger che hanno dato vita ad un nuovo mezzo di comunicazione e fanno questo LAVORO seriamente secondo "le giornaliste" dovrebbero starsene sedute davanti al computer e guardare la sfilata in streaming per lasciare il posto a loro, che non si faranno forse plagiare dagli omaggi ma dagli advertiser delle riviste per cui scrivono senza dubbio?... e come la mettiamo per le blogger che sono anche giornaliste?

    Mi chiedo come mai non si sentano depredate del loro posto quando si trovano magari dietro la velina, la soubrette o l'attricetta uscita dall'ultimo film di Natale, che di certo non sono lì per fare informazione e fanno lo stesso "mestiere" delle fashion blogger - quelle degli outfit -prestando la propria immagine.

    Io come blogger sono stata scelta da chi ha dato vita al progetto Milano Moda Live di Corriere.it lo scorso Settembre ed ho assistito a diverse sfilate per pubblicare post live insieme ad altre ragazze. Abbiamo fatto informazione, abbiamo dato un servizio. Allora sarebbe opportuno chiarirsi un po' le idee circa il vasto mondo dei blogger ed esprimere il loro disappunto in maniera più specifica, chiarendo quale tipo di blogger non apprezzano.

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    1. Concordo! Da giornalista e fashion blogger appoggio le giornaliste quando parlano di fashion blogger per nulla professionali e ragazzine improvvisate. Anche io sono contro la mancanza di professionalità, e quindi contro i brand che affidano le pubblicità a queste ragazzine solo perkè hanno centinaia di fan. Ma vorrei dire alle giornaliste in protesta che sono anche contro i raccomandati incapaci che lavorano per le grandi testate, venduti tanto quanto alcune fashion blogger. Quindi se protesta deve essere, che sia una protesta contro gli incompetenti e i raccomandati, fuori e dentro i giornali di moda!!!

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    2. mi dispiace ma è un controsenso affiancare 'professionalità' a 'blogger'. un blogger è un blogger, un professionista è un professionita. ciò non toglie che sia giusto stare con serietà in un ambiente che si condivide con persone che lavorano, e si possa con altrettanta serietà fornire un servizio ai proprio followers. se ho la passione per la moda, posso leggere un pezzo di un giornalista e seguire un blogger che mi ispira particolarmente. l'uno non esclude l'altro ma è giusto e sacrosanto che siano prodotti, modi di porsi e punti di vista diversi.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. anche il vostro blog trend non è niente di che anzi spesso ci ho trovato degli strafalcioni di italiano

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    5. poi nemmeno voi mi risulta abbiate fatto studi di settore se non sbaglio, quindi prima di sparare sugli altri magari...non leggo articoli di qualità, critiche ai trend e alle sfilate che rivelino un background solido di storia del costume o di conoscenza del settore approfondita

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    6. sono l'anonimo delle due risposte qui sopra e ho visto solo ora il link di Sonia, devo chiedere perchè vi ho confuse con un altro blog di qualità nettamente inferiore

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    7. devo chiedere *scusa

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  10. Io credo che il problema siano gli uffici stampa e PR che hanno privilegiato i blogger con più visite ma meno competenza, invece di fare una buona scrematura e leggere per davvero i blog di chi invitano. Susie Bubble è una fashion blogger, ma non mi sentirei mai di sminuire la sua competenza e la qualità dei suoi contenuti solo perché ha un blog e non scrive per una pubblicazione istituzionale. Come sempre, si fa di tutta l'erba un fascio e da una parte questa giornalista ha ragione, ma di chi è la colpa se in prima c'è una che si fa le foto e manda tweets, invece di essere lì per lavorare?

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  11. Io dico solo che ci sono blogger e blogger. Le giornaliste hanno ragione quando dicono che le fashion blogger sono incompetenti (una volta una squinzia mi chiese se Elsa Schiaparelli fosse in calendario). Però è anche vero che dall'altra parte ci sono le blogger come le sorelle grispo, Stefania Zizzi, Simona Melani e, peccherò di arroganza, pure io che quando andiamo alle sfilate non mandiamo sms e non vogliamo dire a nessuno che siamo li, semplicemente facciamo quello che non fanno loro: diciamo la verità, twittiamo e arriviamo alla gente nel miglior modo posibile con internet.

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  12. Io non sono una giornalista di moda ma ne ho viste passare, da lontano, e ne ho viste che parlano solo delle griffe che le rivestono di doni dalle mutande al copricapo. La rivoluzione dell'informazione 2.0 tocca tutti. Non ci si può arroccare. E' giusto pretendere competenza, è sacrosanto che ci sia una selezione.E' indispensabile che si giudichi il merito. Altrimenti che fanno , come i taxisti?

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  13. Ho letto attentamente il tuo post e anche i commenti degli altri.
    Io so poco e nulla di questo fenomeno, l'osservo ma non sono mai stato ad una sfilata e non so come ci si dovrebbe comportare.
    Una cosa l'ho scritta anche si Twitter.
    Perché un blogger con la passione della moda dovrebbe partecipare ad un evento in cui guarda con superficialità le cose concentrandosi solo di scrivere sui vari social network "Sono qui" "Top" "C'è la tizia del grande Fratello" "C'è Anna dello Russo, amazing" cercando di ricevere commenti di invidia-gelosia.
    Godersi il momento, analizzare quanto hai la fortuna di vedere.
    Io vedo moltissimi bloggers che al posto di viversi il bel momento perdono tempo a scrivere quello che vedono.
    Raccogli le idee (magari con un tono coerente e adatto) e poi raccontaci tutto perché sicuramente è una cosa molto interessante.

    le giornaliste hanno ragione, hanno lottato e lavorato duro e sodo e ora di vedono pestare le scarpe con i tacchi da ragazzine che credono di conoscere la moda solo perché hanno borse firmate.
    La moda la si insegna.
    Il blog può essere un buon trampolino di lancio ma dura poco se non c'è la volontà di migliorare e anche un pizzico di umiltà.
    Per questo io chiederei di conoscere i trucchi del mestiere, sono convinto che tra le giornaliste professioniste e le migliori bloggers potrebbe nascere un'intesa particolare.

    Ho finito il mio momento logorroico per oggi.
    Lollo

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  14. In my opinion some of the reasons these fashion journalists give are very fake. I agree that some fashion bloggers are more interested in just being there and tweeting it so that everyone will know it, or that they don't know much about the history of some of these fashion houses or about the inspiration behind a designers' collections. But to say that they receive presents and advertise for these brands from which they receive presents is a very cheeky remark. They should first look at themselves before pointing the finger towards others: how about all those dozens of pages of advertising in any big fashion magazine? They are accusing fashion bloggers of the same thing they are doing. Plus, only a few select fashion bloggers get to be there or to receive samples. Others are just blogging out of passion and true love for the incredible shows and creations of the designers and it would mean the world for them to be able to attend such an event.
    Fashion journalists shouldn't judge fashion bloggers according to their own petty ambitions, some of us are above that!

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  15. Molti fun su facebook non significano qualità benchè meno capacità. Mostrare quotidianamente solo quello che si indossa non fa moda. Per quanto riguarda i blogger non bisogna farne di tutta l'erba un fascio. Boicottarli non so fino a che punto gioverà alla moda stessa allora largo alla selezione dei migliori. Io in primis non posso sentire la parola pezzi, o il commento personale di una sfilata che si riduce a mi piace\fa schifo. è un 'offesa a chi alle sfilate ci lavora sul serio analizza i capi, i tagli, e coglie le differenze nel lavoro fatto dallo stilista. La soluzione semplice e banale e più antica del mondo è che alcune vogliono trarne solo un proficuo guadagno non avendo minimamente passione o nozioni al seguito. Queste signorine che hanno conquistato una determinata posizione all'interno del sistema non vorranno rinunciarvici facilmente...Vedrete.

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  16. Simona Melani? quello scaricatore di porto? Pessima!

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  17. sinceramente non credo che le fashion blogger dovrebbero avere quel ruolo che ultimamente hanno.
    Il fatto che una persona possa permettersi 10 mila borse, scarpe, ecc e li sappia abbinare non significa che è competente nel campo moda. La moda non è superficialità, va studiata come ogni cosa. Quindi le signorine che continuano a farsi foto,commentando con solo 2 parole sono ancora una volta l'esempio che il lavoro e il sacrifico non aiutano.

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  18. Queste affermazioni mi lasciano sconcertata.
    Io sono una blogger (poco fashion) e mi occupo di comunicazione. Trovo che il pensiero della "pioniera della rivolta" (e di molte giornaliste professioniste) denoti una scarsa conoscenza del settore pubblicitario.
    I media non convenzionali (nella cui definizione rientrano a pieno titolo i blog) sono, come le riviste e gli altri media tradizionali, dei veicoli pubblicitari di cui le aziende si avvalgono, sostenendo spese di entità abissalmente diverse, per raggiungere pubblici ben diversificati.
    Non esiste pertanto una vera concorrenza tra le blogger (intelligenti o sciocche che possano risultare) e le giornaliste professioniste perché l'audience delle prime è diversa dai lettori delle seconde.
    I regali, i pagamenti in denaro a fronte di collaborazioni e gli inviti alle sfilate sono pertanto da considerare una "remunerazione" per l'esposizione pubblicitaria a basso costo che le fashion blogger offrono. Mettere sotto i riflettori tutto questo meccanismo non contribuirebbe solo ad aumentare la popolarità delle fashion blogger, bensì metterebbe sotto una luce diversa e potenzialmente pericolosa le aziende che si sono avvalse di questa nuova forma di comunicazione per veicolare i propri messaggi.
    Quindi vi pongo una domanda: vale davvero la pena scatenare questo polverone?

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  19. La cosa mi infastidisce abbastanza dal momento che per alcuni esempi (di bloggers) assolutamente discutibili ci vanno di mezzo tutti gli altri. Ormai fare il "Fashion blogger" è diventato una competizione a chi partecipa a più eventi "fashion", facendo perdere il senso stesso dell'evento cui si partecipa. Quindi da blogger mi schiero dalla parte delle giornaliste. E se questo vorrà dire che il fashion system diventerà ancora più proibitivo per alcuni di noi (blogger) beh che sia così.

    Hugs.

    Domenico.

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  20. La moda ha smesso da molto tempo di essere esclusiva. Da quando si è deciso di arrivare alle masse anche solo con una mutanda firmata sull'elastico. Quindi, se la moda vuole arrivare alle masse deve sopportare anche il pubblico pagante.
    La quantità di fashion blogger è sì enorme ma né più né meno che per qualsiasi altro settore "culturale". Avete presente i blog che si occupano di musica o di scrittura?
    Si tratta di un fenomeno spontaneo e - non dimentichiamolo - di "diari nella Rete" e ognuno sul proprio diario può scrivere ciò che vuole. Qui si confonde l'opinione con l'informazione.
    Inoltre, se al sistema della moda fa comodo invitare fanciulle dai fluenti capelli e dalla grammatica un po' meno fluente, non sta alle giornaliste professioniste decidere chi entra e chi sta fuori, casomai lo decide "il padrone di casa".
    Mi pare piuttosto che le signore col tesserino non sappiano ancora che esiste il "citizen journalism" (eppure anche su Vogue c'è una rubrica dedicata) e che stiano difendendo dei privilegi che qui in Italia sono legati a un "ordine" fondato in epoca fascista... pensate un po'.
    Il tesserino poi non è garanzia di obbiettività e competenza perché sappiamo come vanno qui da noi i concorsi... mi pare piuttosto che le suddette signore temano che i budget stabiliti dalle varie firme per le "regalìe" alla stampa si diffondano in mille rivoli anziché cento.

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  21. SIA LODATO ERA ORAAAAAA!!!!!!!!!!
    FATELO DAVVERO PERO'!!!!!!
    NON CHE DOMANI MATTINA A MILANO NON E' CAMBIATO NULLA!!!!!!!

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  22. Sono d'accordo con la Grispo nei commenti al post quando dice di fare delle debite differenze tra blogger e socialite. Io non sono una fashion blogger manco per niente, ma lavoro sul web da anni, quando questo fenomeno non era considerato e ne ho vissuto le evoluzioni da diretta interessata e ora da analista. Mi piace che al web venga data finalmente importanza e trasecolo se qualcuno pensa ancora che smanettare sullo smartphone durante un evento voglia dire disinteresse. Io che sono una community manager, tra le altre cose, sto lavorando. In alcuni casi la fashion blogger - e sappiamo tutti di chi stiamo parlando, due o tre nomi a caso - sono delle belle modelle che hanno molto di fashion e poco di blogger, dove per fashion si intende un gran numero di vestiti e per blogger una persona che sa scrivere e bene e con passione. L'ipocrisia del dire: a queste sciacquette regalano i vestiti non la capisco, però. Da che mondo è mondo i giornalisti hanno ricevuto regali da chiunque e in questo caso mi sembra di capire che siano anche un po' venuti meno, visto che le professioniste sono state messe da parte per lasciare spazio alle nuove leve. Per no dilungarmi troppo concludo: a me le fashion blogger stanno simpatiche quando sanno fare il loro lavoro e non solo usare una reflex (loro, o il fidanzato o il gatto di casa) e mi piacciono quelle che sanno di cosa si parla e potrei fare mille nomi: le Grispo, Elena che mi ospita in bacheca, la Chiara Dal Ben e altre 4 in croce che per me sono delle professioniste. Le altre le lascio ai loro fan sfegatati e ai loro sguardi persi nel vuoto. Di quelle le giornaliste non dovrebbero preoccuparsi, ma delle professioniste, beh, sì! saluti!

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    1. * il commento è estrapolato da una conversazione su una bacheca Fb, quella della Elena Schiavon che infilo tra le blogger professioniste :)

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  23. La competenza è una qualità trasversale, può possederla la blogger o la giornalista o, spesso, possono non posederla entrambe! Anche le riviste fanno pubblicità e non ho mai visto qualcuno che non dica bene di una collezione!
    La moda non prevede la recenzione critica, a differenza di cinema, musica e letteratura. E' già un'informazione falsata!
    Quindi si alle riviste e si ai blog!

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    1. E'vero anche questo, anche i gradi giornali si reggono sul sistema della pubblicità (camuffata in articoli e servizi più o meno ben fatti). E neppure quella è informazione corretta!Chi è che parla della moda come forma d'arte? Non mi vengono in mente molte giornaliste che lo fanno!Quindi chi è davvero interessato alla moda, e gli stilisti che vogliono tutelarla, devono selezionare i bravi giornalisti e i bravi fashion blogger!Ma poi che ne sarebbe della visibilità di massa?????

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  24. Fare di tutta l'erba un fascio è sbagliato, nonostante le giornaliste abbiano ragione a pieno. E' vero che le case di moda non fanno distinzioni tra blogger, ma è anche più che palese che le aziende di moda usano i blogger per la pubblicità, non per raccontare, anche perché per quello infatti ci sono i giornalisti. Tra l'altro, forse sono ancora in pochi quelli che hanno notato che esistono due tipologie di blogger: quelli che hanno blog puramente autoreferenziali, di outfit se così si può dire, dove l'unico intento è la promozione di se stessi (quelli che alle sfilate fanno foto con il telefonino senza sapere che faccia ha lo stilista) oltre che la pubblicità dei vestiti che ricevono in regalo; poi ci sono quelli che hanno blog di contenuto, che si diversificano davvero poco da quello che fa il giornalista ( esperienza a parte) . Ad ogni modo ho conosciuto blogger-giornaliste e blogger di contenuto che non hanno niente da invidiare agli esperti di settore. Quindi, non fare una distinzione, credetemi, è peraltro ingiusto proprio verso quei blogger che mettono tanto cuore in quello che fanno e poca faccia.
    Ma ricordatevi che i blogger vengono sfruttati per la visibilità, nella maggior parte dei casi, quindi c'è davvero poco da indignarsi.

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    1. Condivido anche questo concetto!!!

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    2. Quanto sono stata contenta di leggere quest'articolo e poi le vostre risposte! Io sono una blogger ma non esattamente fashion blogger, quando con le mie amiche abbiamo deciso di creare il nostro spazio su internet abbiamo deciso che tratterebbe di moda come di tanti altri argomenti che ci piaciono per avere diversità. Da poco abbiamo iniziato a pubblicare qualche outfit ma per dare un aspetto di vicinanza alla gente che ci legge.
      Per venire all'argomento, io sono francese pero scrivo anche il blog in italiano, prima di aprirlo ho guardato altri blogs sia italiani, francesi che da altri paesi e sono potuta notare che in Italia ci siano più blog di outfit mentre negli altri paesi sono già su un altro livello, hanno capito che scrivere (anche se non è di un livello giornalistico) era importante, che la foto a volte non basta. Per me un giornalista rimane un giornalista e una blogger una blogger. Pero ci sono diverse tipologie di bloggers e bisogna fare la differenza tra quelle che postano solo outfit e scrivono poco e quelle che prima di scrivere sono andate a documentarsi, a fare delle ricerche. A me interesserebbe andare ad una sfilata non per dire che ci sono stata ma per vedere come è, qual'è l'atmosfera, dare il mio punto di vista su una collezione e permettermi di dire che mi è piaciuta o non mi è piaciuta per tale o tale ragione. Non metterci tutti sullo stesso livello per favore !
      In Francia non ho sentito una protesta del genere sulle fashion bloggers, ci sono alcuni giornalisti che hanno scritto dicendo male su questo fenomeno ma non è mai arrivato al livello che c'è in Italia adesso, forse perché da noi la "haute couture" rimane ancora un mondo molto chiuso, infatti le nostre fashion bloggers più famose sono sia stilisti sia studentesse di storia dell'arte, poi magari il fenomeno è più ampio in Italia dato che avete una delle bloggers più famose: Chiara Ferragni, che secondo me rappresenta di più la generazione di bloggers che è riuscita a fare soldi con poco contenuto.

      Shug'A'Very di Incognito

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    3. postare outfit non è una cosa di cui vergognarsi, certamente se si pensa alla critica volgare e cafona che ruota intorno ai blog
      ho letto critiche anche ai blog più famosi francesi, ma non ho mai visto un livello tanto basso quanto quello dei nostri detrattori, anche su quello c'è da aprire un discorso
      qui siamo allo sbando totale in ogni senso

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    4. Non ho mai detto che postare outfit era una cosa vergognosa ma che magari adesso sarebbe tempo di aggiungerci qualcosa. Sono fan di blog che postano outfit di moda come quello di www.misspandora.fr o di The Cherry Blossom Girl ma perché mettono tanta creatività nelle loro foto. Ma sono pure d'accordo che non è nella possibilità di tutti di avere

      Per quanto riguarda le critiche in Italia sono d'accordo che il livello è molto basso perché vanno sul personale invece di criticare magari quello che non piace in un blog, ma su di questo mi chiedo se sarà mai una cosa risolvibile perché non è che si puo imputare a quelle persone che insultano sui blog o altrove.

      Shug'A'Very di Incognito

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  25. Blogger si, blogger no... non hanno contenuti.. però hanno successo... però non sono tutte uguali..... tutti discorsi molto interessanti e per i quali si potrebbero aprire dibattiti.

    A monte di tutto questo però resta il fatto che si sta cercando di risolvere il problema "facendolo fuori" con un isterico aut aut. Censura insomma, semplice e bieca.

    E censura non fa rima con cultura. Mai.

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    1. Nemmeno ferragni fa rima con cultura mi pare. :)

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  26. Fosse che non conoscono la storia del costume... il problema è la lingua italiana! Secondo me bisogna prima di tutto distinguere, tra le blogger, chi fa informazione da chi "propina", giorno dopo giorno, improbabile paccottiglia e foto trash/dozzinali di outfit improponibili. Loro non hanno alcun diritto di sedere alle sfilate per twittarlo e togliere visuale a gente che deve invece scriverci un articolo, anche perchè poi il loro resoconto è invariabilmente: "ooooooh deeeeeeoooo, avete visto quelle scarpe? divine! io adoro i glitter! Ora passiamo al mio outfit (e via con 300 foto tutte uguali e faccette da bimbaminkia)".

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  27. Sono molto contenta di leggere le riflessioni e gli spunti di discussione suggeriti da questo post. Per tutta la giornata si è discusso tantissimo tanto sui blog quanto su Facebook ed ho trovato alcuni dialoghi molto stimolanti.
    Venendo al dunque, è vero, ci sono tanti blog privi di contenuto, scritti male da blogger che si "svendono" a chiunque, ma ce ne sono tanti altri fatti bene, curati con costanza, dedizione e preparazione, blog che offrono contenuti scritti in maniera professionale e che non possono soccombere a causa di chi rovina la categoria.
    Da blogger mi sento dispiaciuta per tanta avversità nei confronti di una professione giovane, probabilmente ancora incompresa, ma certamente impegnativa (molto impegnativa) soprattutto se svolta con serietà e determinazione.

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  28. Ciao Patrizia, siccome il commento che ti avrei lasciato sarebbe stato troppo lungo, ho deciso di farne un post :) Lo trovi qui: Le “fashion blogger” rispondono alle giornaliste di moda
    A presto!
    Nunzia

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  29. si vede che questo è un blog e non una testata giornalistica di moda. Dove sono le fonti ufficiali? chi è che avrebbe dichiarato questa cosa? non si fa informazione così, potrebbe essere tranquillamente una "bufala" creata solo per fare click.
    “Alle maison sarà detto chiaro chiaro che non non entreremo alle sfilate se ci saranno loro” - mi ha anticipato ieri sera una sostenitrice della protesta. Ma che notizia è? ci vogliono nomi e fonti ufficiali altrimenti sono solo chiacchiere da bar.

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  30. Questo post mi ha colpito tanto da sollevare in me dei pensieri che ho raccolto in un post, dove ti ho citata. Se ti va di sapere come la penso il link è Cheap & Glamour: GIORNALISTE VS BLOGGERS: LA MODA DI CHI HA BISOGNO?

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  31. secondo me non bisogna generalizzare, il problema è che in Italia il fenomeno dei blog di moda è partito con il piede davvero sbagliato, sappiamo infatti che l'unica vera stella continua ad essere la bionda insalata, che ha dato vita a una scia di emule che hanno completamente travisato il significato di blogging

    però all'estero i fashion blogger come the sartorialist, garance doré, come tavi, rumi ecc sono sempre quotati, sarebbe anacronistico continuare a negare la presenza online di persone che hanno voglia di parlare di moda o proporre uno stile dalla forte identità, e che qualche volta non sono addette ai lavori ma semplici appassionate

    anche in Italia abbiamo brave blogger, mi viene in mente l'armadio del delitto, rock e fiocc e altre che sanno scrivere in italiano, certamente non sono alte, bionde e di consumo, ma allora perchè non hanno avuto lo spazio meritato?

    mi pare quindi che non solo le ragazze italiane abbiano travisato il fashion blogging facendone un fenomeno di ostentazione, esibizione ecc ma che anche dall'altra parte si sia continuato a dare spazio ai soliti valori italiani cioè sei bella allora vai dappertutto

    io auspico un riequilibrio della situazione e non tornare indietro, perchè siamo nel 2012 e la moda non può restare ancorata su posizioni elitarie, proviamo a rivedere tutti priorità, metri di valutazione e azione
    perchè è inutile, anche qui come vedi la discussione diventa un rimbalzo di gente che vuole visite al suo blog
    e poi lo dico..ragazze basta con queste foto da aspirante velina, siete demodé

    saluti

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  32. Io non mi sento di dare tutti i torti a chi fa questo mestiere. Ho spiegato per bene qui il perché...

    http://rs11blog.blogspot.com/2012/01/giornalisti-vs-blogger-sangue-sangue.html

    Robi

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  33. Questo è il mio pensiero... se volete...
    http://www.smilingischic.com/2012/01/14/♥-fashion-journalists-vs-bloggers-ill-tell-you-what-i-think-about-it/

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  34. Una guerra preannunciata sulla quale ci sarebbe da discutere giorni e giorni senza venirne a capo! Da un certo punto di vista sento di stare dalla parte delle giornaliste che hanno dovuto studiare e farsi tanti anni di esperienza prima di arrivare dove sono arrivate, per cui è ovvio che ora si sentono minacciate e messe da parte da un "branco di ragazzine con i tacchi a spillo" e il modo migliore per difendersi è utilizzare l'unica arma che gli è rimasta a disposizione: cercare in tutti i modi di sabotarle ed escluderle dalle sognate passerelle...ma d'altronde dovrebbero accettare il fatto che qualcosa nel mondo della moda sta cambiando e la loro visione tradizionalista è ormai out!!!!! Le case di moda vogliono attrarre i clienti con un'immagine fresca, dinamica e giovane...come farlo se non attraverso le bloggers? Poi ovviamente ci sono bloggers e bloggers...ma su questo argomento preferirei non addentrarmi! -.-
    Se dichiarare guerra alle fashion blogger è indice di superiorità e professionalità...allora siamo a cavallo!!!
    LiDì

    www.fashiondeliz.com

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  35. l'Italia si conferma ancora una volta arretrata
    i nostri blog non hanno le possibilità di quelli esteri
    da noi ci sono essenzialmente tre categorie
    -blog di outfit pacchiani, esibizionisti
    -blog scritti che passano dallo stile mestruata allo stile pedante e insipido
    -blog di qualità stranamente scritti solo in inglese che non si rivolgono nemmeno al pubblico italiano

    tirate voi le somme

    all'estero i blog più quotati non sono necessariamente blog "di contenuto" prendete Cherry Blossom Girl, non mi pare che scriva dei poemi, ma riesce comunque a comunicare in una maniera moderna ed efficace

    da noi proprio non ce la si fa

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  36. Ciao a tutti, sono Emanuela, studio moda ed ho da poco iniziato a scrivere (e sottolineo SCRIVERE)sul mio nuovo blog. Era ora che qualcuno si decidesse a fare qualcosa, sinceramente non parlo per invidia ma non trovo affatto giusto che delle ragazze diventino famose per cosa indossano, io studio storia del costume, merceologia, stilismo e tutto quello che è alla base per lavorare nel mondo della moda, trovo offensivo dare spazio a queste persone e non a chi tutti i giorni prende in mano i libri ed impara davvero! Sul mio blog non pubblico outfit e non parlo dei miei ultimi acquisti o cose simili. Loro mandano un messaggio sbagliato del mondo del fashion, lo fanno sembrare superficiale e vuoto, la rivoluzione dovrebbe partire dagli stilisti e dalle case di moda, loro non dovrebbero offrire tutto questo spazio, io mi strapperei i capelli per una sfilata o per una collaborazione con un brand ma non lo farei di certo per vantarmene ma per arricchire il mio bagaglio culturale e iniziare a farmi spazio in questo mondo, dove spero di poter avere un futuro serio!

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    1. invece io credo che sul web ci sia spazio per tutti e che il fatto che una persona qualsiasi possa aprire un blog e diventare qualcuno, venire invitata alle sfilate ecc sia una cosa bellissima, è uno dei pochi esempi di democrazia
      preferisco leggere delle sfilate sui blog di ragazze come me, normali, i blog di moda infarciti di citazioni, osservazioni tecniche sono noiosi per una persona che non è del settore, perchè pensi che abbiano avuto successo i blog di moda? perchè sono freschi, spontanei, perchè anche se non sono perfetti e i blogger non sanno la storia del costume, sono adatti a un pubblico profano che identifica nella moda lo shopping e lo stare bene con se stessi giorno dopo giorno
      se togliamo anche questa possibilità non faremo altro che confermarci come un paese arretrato

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    2. il senso del contemporaneo non va confuso con l'improvvisazione. Le blogger risentite scambiano per misoneismo un disperato appello alla professionalità. Essere aggiornati non significa automaticamente essere ignoranti e sgrammaticati. Purtroppo prendo atto del fenomeno e mi dispiace di avere dedicato tempo e denaro allo studio della lingua italiana, costume, moda, comunicazione... Oltre all'Ordine dei Giornalisti vorrei proporre al nuovo Premier di chiudere la facoltà di Lettere, che crea un esercito di illusi che credono che sapere scrivere sia indispensabile per chi scrive per mestiere. Un amico tempo fa mi consigliò di togliere la Laurea dal Curriculum Vitae. Forse facevo bene ad ascoltarlo a questo punto...

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    3. io non sono una fashion blogger, precisazione doverosa
      sappiamo però tutti che in italia tutto funziona fondamentalmente per raccomandazione, io stessa faccio parte di quell'esercito di illusi che quotidianamente si rende conto di come tutto qui sia ormai fermo e immobile sempre di più, per quanto riguarda la cultura
      e proprio per questa ragione ho trovato i fashion blog uno spiraglio di democrazia offerto da internet
      non penso che i veri professionisti possano essere detronizzati dai fashion blogger, la questione a mio parere è semplice, se vali qualcosa e apri un blog qualcuno ti noterà, magari se usi un pizzico di furbizia, sai che le foto di outfit attirano? mettine dentro qualcuna, tanto non muore nessuno, se fai le cose con un minimo di professionalità, si chiama anche marketing
      mi piace che da noi la gente che si dichiara professionale e preparata resti sempre arroccata su posizioni paleolitiche, ignorando e rifiutando il mondo, un buon contenuto oggi vale di meno se mal confezionato
      quindi se sei una brava scrittrice, se la moda è il tuo pane quotidiano io dico fatti furba! invece di passare il tempo sul web a lamentarsi, datevi una svegliata (non mi riferisco a lei Alessandra ma parlo genericamente), i tempi cambiano, guardate in America i siti delle giornaliste fashion, non sono ammuffiti, pedanti e stantii come quelli italiani
      questo penso

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  37. non per difendermi, né per utilizzare a titolo personale il blog di un'amica, devo precisare che sono a favore della democratizzazione dei media. Mi dispiace tuttavia che questo in molti casi trasformi la Moda in qualcosa di stupido, mentre è un fenomeno di costume interessante, profondo e degno di considerazioni intelligenti. Non sono misoneista, anzi, lancio qualche frecciata da filologa incallita, perché credo che chi vende parole per mestiere debba vendere parole sane (che non significa parole vetuste), parole nuove, parole fresche, parole vere. Ci sono blogger spigliate di cui amo molto l'approccio leggero e divertito con la moda (sono ahimé poche) e molte blogger profondamente inutili, la cui ignoranza oggi non costituisce "reato linguistico" e prosperano grazie allo sbando culturale dei nostri tempi. Questo mi reca intenso fastidio. Però io vado avanti lo stesso, lavoro lo stesso, veicolo la mia creatività con serietà, ma non perdo occasione di implorare le mie allieve di ripassare la grammatica italiana qualora abbiano dubbi quando stendono un comunicato stampa o un articolo...

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  38. Invece di scrivere ciò che oggettivamente è corretto pensare e cioè che siamo in un paese libero , il web è libero e ognuno fa quel che gli pare e queste giornaliste dovrebbero saperlo… dico la mia esperienza per riportare quello che credo che sia il pensiero di ogni blogger in erba e blogger quotata. Aggiungo solo una cosa che francamente non mi è chiara: chi sta togliendo lavoro a chi? Le blogger alle giornaliste?? Io non credo proprio… Se uno è bravo nel suo mestiere non teme la concorrenza, semmai la studia, prova a migliorarsi. Che non vuol dire che la giornalista se deve mettere a farsi foto con l’autoscatto degli outfit giornalieri, ma vuol dire confrontarsi con il mondo che va avanti e trarne il meglio. Che cotali titolate giornaliste incazzate siano un tantino a corto di idee finisce che poi uno lo pensa… La moda ormai non è più solo una forma di arte contemporanea, la moda è anche marketing e se tra queste blogger qualcuna ha capito come sfruttare al meglio la cosa che problema c’è? Non mi pare che gli stilisti si rivoltino contro ste ragazzine più o meno bionde che hanno gli armadi pieni di loro abiti/scarpe/borse e che gli fanno una pubblicità pazzesca.
    Fanno soldi facili. Ricevono regali a iosa. Sono ammirate idolatrate stracopiate.
    Vuoi che tutto questo non faccia gola a ragazzine dai 20 anni in su?? Io ho aperto il mio blog per gioco e svago dai miei libri di università e perché curiosa di sperimentare e vedere fino a che punto è cosi semplice fare successo col blog scrivendo 4 cagate giornalmente.
    Bene. Ho scoperto che facile non è. Soprattutto se non posti outfit ogni giorno, ossessivamente e se non ti fai il giro di tutti i fashion blog a commentare col copia e incolla nella speranza che ti ritornino dei feedback.
    Non che il mio intento fosse di farmi fotografare anche sul water con la mia canottierina griffata… Anzi, non ho mai avuto intenzione di farlo. Ma ho capito grazie a ste ragazzine tutte uguali, tutte “lover, fashion, student” che scrivono col copia e incolla frasi asettiche cosa non voglio fare del mio blog.
    Non so cosa ne farò… non ho ambizioni, ambisco solo a sorridere di me stessa col sorriso sereno che pochi hanno e a fare bene un giorno il mestiere per cui mi sto spaccando la schiena sui libri. Mi piace scrivere, seguo la moda per passione e svago e se poi dovessere un giorno arrivare inviti, “regali” o chissa che altro (anche niente) tanto meglio! E lo stesso sarebbe se volessi invece fare un blog di outfit… Perché non dovrei provarci? Perché una giornalista incazzata si sente la sedia scivolare da sotto il culo? Nessuno ruba niente a nessuno. Se una blogger diventa giornalista è perché evidentemente lo ha meritato. Perche evidentemente ne è capace.

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  39. Finalmente.
    BASTA, BASTA, BASTA FASHION BLOGGER!

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  40. Cara Patrizia, pur trovandomi nel mezzo della situazione, io la penso come le giornaliste.
    Ho 21 anni e dal primo anno di università collaboro con una testata editoriale in cui scrivo di ambiente, uno dei miei interessi è l'ecologia, a breve mi iscriverò all'albo dei giornalisti pubblicisti perchè nella vita è la giornalista che voglio fare. Tuttavia, ho un blog dedicato alla moda, in cui, non me ne vogliano le fashion bloggers, non posto outfit né tanto meno scatto le foto a ciò che acquisto. Il mio blog è uno spazio di crescita, mi esercito a scrivere recensioni di sfilate, pubblico comunicati stampa, diffondo notizie di eventi particolari etc. Eppure sono una blogger.
    Ma credimi, non sai quanto mi sento rodere nel vedere fashion bloggers che non sanno nemmeno dov'è di casa il giornalismo che vanno ad intervistare persone importanti, perchè gli viene data la possibilità. No questo no. Lo stesso vale per la fashion bloggers in prima fila. E i giornalisti allora? La loro formazione, la loro gavetta, i loro sacrifici?
    No, si è perso il senso della misura.
    C'è una premessa nel mio blog: si, voglio fare la giornalista e mi auguro un giorno di essere seduta in prima fila perchè avrò un bagaglio culturale tale da potermelo permettere. Quindi sono dalla parte delle giornaliste. Mi dispiace, ma niente fashion bloggers in prima fila.

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  41. io non sono una giornalista esperta,io sono una biotecnologa che ha trascorso i suoi giorni in laboratori e aziende,e dall'alto della mia ignoranza in materia e accompagnata da una grande passione tramandata dalla mamma stilista,posso solo dire finalmente!tenete duro,lottate contro questo fenomeno tremendo.Comunque una gran colpa la darei ai brand,concedetemi un appello,se un brand è di un certo livello non dovrebbe aver bisogno della pubblicità a buon mercato fatta da queste signorine poco competenti,mia mamma dice che se fosse nei loro panni si sentirebbe sminuita e mortificata nel proprio lavoro.e va bene che la mamma ha sempre ragione però ragazze,come darle torto?sperando che questo fenomeno abbia ancor vita breve e che per una volta la competenza(reale)venga apprezzata.buona giornata a tutte.

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  42. Concordo pienamente con le giornaliste! Non riesco a capire l'importanza di tutte queste blogger. Personalmente ho un blog, e, pur avendo un'esperienza ventennale nella moda come celebrity stylist prima e direttore commerciale poi per alcuni dei piu' importanti brands, mi limito a riportare le notizie interessanti SENZA commentarle. Non sono una giornalista di moda, e NON voglio esserlo. Sicuramente trovo ignobile che ragazzette incompetenti o casalinghe disperate, possano commentare una collezione, cioe' il duro lavoro di almeno 6 mesi di uno staff di persone COMPETENTI. E' una vergogna! Gia' il mondo della moda e' pieno di giornaliste incompetenti... figuriamoci delle ragazzette senza ne' arte ne' parte...

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