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3 marzo 2014

FATIMA VAL'S FAHRENHEIT 451

Fatima Val, moda, fashion blogger, fashion blog, paolo isoni, pfgstyle, patrizia finucci gallo
Fatima Val, born in 1985, raised in Tatarstan and Moscow, mother of two children, draws inspirations from Bradbury's books. Her woman is chameleonic and diffrent from one situation to another. She embodies the thought of adaptability, as animals do with nature. In a magical landscape where the forest is a symbol of life, Fatima Val's models go down the runway with sweatshirt and peplum, metallic nuances and talismans printed on shirts to emphasize strength and creativity.
"I do believe in a more conceptual kind of fashion - she says - which can express your thoughts. In this collection I used the language of talismans as everyone has a secret hope that works as propulsion in the daily life and it's the deepest bond between us and our dreams. I want people to wear this idea. All I see today is garments weather too loose or too tight. I like staying in the middle, and low hells."

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Si ispira ai libri di Ray Bradbury Fatima Val, classe '85, madre di due bambini, cresciuta in Tatarstan, l'adolescenza a Mosca. Sarà per questo che vede la donna ben corazzata, un gioco camaleontico che la vuole diversa in ogni situazione. Non è il movimento di identità in discussione quanto l'adattamento, come fanno gli animali in sintonia con la natura. Segno che il carisma sta nella trasformazione, vero. Ma anche in una strategica protezione dell'anima e della sensibilità, ché quando si ritorna a casa ci si muove all'interno per davvero. 
Così, in una cornice magica dove si ricrea una foresta come simbolo della vita, le donne di Fatima Val sfilano decise con volumi over, popeline sulle felpe, nuance metalliche e talismani disegnati sulle maglie. Giusto per enfatizzare forza e creatività. 

"Credo in una moda concettuale - mi racconta - in grado di esprimere un pensiero. In questa collezione ho usato il linguaggio dei talismani, ognuno di noi ha un desiderio segreto che funziona come spinta nel quotidiano. La voglia di realizzarlo ci porta avanti, ci dà una direzione. E' il nostro legame più immediato con i sogni, con il mondo onirico. Il corpo deve indossare questo, deve esprimere una volontà. Oggi vedo in giro capi estremi o troppo larghi o troppo aderenti. A me piacciono le giuste misure e i tacchi bassi"  

28 febbraio 2014

A DREAM FOR ALL THE GIRLS VIOLA VINCA SHOES



I'm about to leave for Paris and I want to say goodbye to you with some pictures of the shoes I wore during Milan Fashion Week. They're all Viola Vinca's, a relevant brand on the international market that symbolizes quality and elegance of Italy. 
They are made in refined leather and constructed in a particular way which allows you to wear hills and not to get tired. The perfect match for the Fashion Week. Here you can find the history of the brand, and down below other pictures.

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In prossimità di partire per Parigi vi lascio a qualche scatto sulle scarpe indossate durante la fashionweek di Milano. Sono tutte di Viola Vinca, un marchio importante sul mercato internazionale che rappresenta la qualità e l'eleganza del made in Italy. 
Sono realizzate con pellami pregiati e lavorate all'interno con una particolare lavorazione che ti consente di indossare i tacchi alti senza sentire la fatica. E in questo periodo, vi assicuro, è stato come volare. 

Ancora un altro outfit con le scarpe di Viola Vinca e  la storia del brand  la trovate  QUI

27 febbraio 2014

MY BEAUTY DIARY: HAIRSTYLIST CHRISTIAN COLOMBO



As you already might have noticed, following me HERE and HERE during Milan Fashion Week, I was helped by Christian Colombo's team. All my hairstyles were conceived by looking at the daily outfits so to put the spotlight on the dressed fashion designers created for the Cultress project. Christian played with several looks, and he created one particular hairdo for La Perla opening event. 
He put the eye mask on my hair in order to create a hairband. You also can use this idea. It creates a strong-impact look.

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Come avete visto, se mi seguite sui social QUI e QUI, durante la Milano Fashion Week sono stata affiancata dal team di Christian Colombo. Tutte le mie acconciature sono state ideate guardando il look del giorno, questo per mettere in risalto i capi che hanno disegnato per me i sette stilisti del progetto Cultress.  

Christian ha giocato dunque con temi assai diversi, dal gipsy frisé (linea che lancia per la prossima primavera estate) al raccolto bon ton, dal capello sciolto anni '60 a un finto spettinato. 
Un'acconciatura molto particolare l'ha realizzata in prossimità dell'evento organizzato da La Perla (QUI potete te vedere tutte le foto), appoggiando sui capelli la mascherina che La Perla mi aveva dato trasformandola in un prezioso cerchietto per capelli. 
Potrebbe  essere una bella idea anche per voi, è un look spiazzante e di grande effetto.

24 febbraio 2014

MFW DAY 7 CERPOLINI & CICOLANI FOR CULTRESS-PFG

Photo by Natalie Novarese
Cultress-Pfg. The inspiration for a pocket to carry a notebook was taken from Simone de Beauvoir's pages. The one I'm talking about, used to make a Fifty-inspired skirt, belongs to "Mémoires d'une jeune fille rangée" which are her diaries. The idea came to Silvia Cerpolini and Fabio Cicolani, and it was inspired by the will to mark the female evolution. I was wearing it at a party during Milano Fashion Week and there I met Stefania Rocca, the actress who played in a film taken from my book "@Viola". That was my first publication, and her second movie. It was a success and I was happy about it. Talking that night we were proud of that effort: a book written by a woman, played by a woman and not only directed by a woman but also produced by one. Beauvoir would certainly liked that.

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Cultress-pfg. E' dalle pagine di Simone de Beauvoir che prende forma una tasca porta Moleskine. In risalto, sulla gonna a ruota di ispirazione anni Cinquanta, segna il tempo e le sue conquiste. Perché la pagina in oggetto è estrapolata dal libro "Memorie di una ragazza perbene", il primo dei diari straordinari meticolosamente redatti da una delle più belle figure letterarie del nostro Novecento. L'idea degli stilisti Silvia Cerpolini e Fabio Cicolani nasce proprio dalla volontà di segnare l'evoluzione femminile. E di portarla, come un oggetto prezioso. 
Fra storia e personalità. La indossavo ad un party durante la mfw ed è lì che ho incontrato Stefania Rocca. L'attrice ha interpretato @Viola, film ispirato a un mio libro. Era la mia prima pubblicazione e il suo secondo film. Fu un successo ed ero felice. Abbiamo ricordato che era un lavoro scritto da una donna, interpretato da una donna, diretto da una donna e prodotto da una donna. Alla Beauvoir tutto questo sarebbe piaciuto.

Ps: se volete vedere tutti i look del progetto Cultress cliccate QUI

MFW DAY 6 MARIO COSTANTINO TRIOLO FOR CULTRESS-PFG

mfw14, milano, pfgstyle, mario costantino triolo
Photo by Natalie Novarese
Total look Mario Costantino Triolo. You feel dandy when you're wearing a Mario Costantino Triolo dress. And that's because he is a fashion designer who took inspirations from Futurists with some touch of D'Annunzio. For my project CulTress he chose a long silk skirt, with colors inspired by a painting by Velasquez, because culture is not only books and literature but also art, architecture and music. Also history: the t-shirt carries this theme with a picture of Queen Elizabeth. I wore it at a runway in an old Milanese palace where past times walked through the hall. For a second I lost sight of the future.
 
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Total look Mario Costantino Triolo. Ci si sente dandy quando si indossano certi abiti di Mario Costantino Triolo, designer dai capricci futuristi ma con sfaccettature dannunziane. Per il progetto Cultress ha puntato su una gonna lunga in seta, colori ripresi dai quadri di Velasquez: perché cultura non è solo libri ma arte, architettura, musica. E storia. Il tema è ripreso nella T-shirt, dove regna Queen Elisabeth in tutta la sua lucentezza. L'ho indossato ad una sfilata in un antico palazzo milanese. Quel fruscio del passato ha attraversato la sala. E per un attimo ho perso di vista il futuro.


23 febbraio 2014

MFW DAY 5 TOTAL LOOK SILVIA SERBAN FOR PFG




Photo by Jacopo Risici

Silvia Serban says: "The first collection I designed was inspired by architectural deconstruction, style I find contemporary also nowadays. As many of you know already, Romania has transcended difficult times, overcoming Communism, characterized by lack of information and freedom of expression, when fashion magazines were rare and when women had very few choices regarding personal style. After this, a new period rose above, the democratic and liberal times, characterized by an invasion of new products from all markets, dazzling the consumer and luring him into a consumerism behavior. This led to a trunk full of clothes and accessories, too many choices and sometimes uninspired combination, instead of trying to work with a style consultant who could give advice and couple the best pieces together.

This transition remained a source of inspiration and also the tip of a secret desire to educate women from a cultural point of view: teaching them that as we were able to transform ourselves both individually and nationally, it is not necessary to buy and adopt imported fashion styles when you can instead use your imagination and completely transform your existing wardrobe into unique and timeless pieces, which can be the legacy you pass to your future generations as a sign of metamorphosis. I imagine a world where everybody is happy because their uniqueness is recognized and I believe that the world is an enormous stage where everybody is free to play the one and only role".

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Silvia Serban racconta: "La prima collezione che ho disegnato era ispirata alla decostruzione architettonica, uno stile che trovo contemporaneo anche oggi. Come molti di voi già sanno, la Romania ha attraversato periodi difficili. Ha superato il Comunismo, caratterizzato dalla mancanza di informazione del popolo e dalla privazione della libertà di espressione. In quei tempi le riviste di moda erano rare da trovare e le donne avevano pochissima scelta riguardo il loro stile personale. 

Dopo il Comunismo è iniziato un nuovo periodo, tempi democratici e liberali in cui i nuovi prodotti provenienti da tutti i mercati ci hanno invaso. Essi abbagliavano i consumatori e li inducevano ad assumere un comportamento improntato sul consumismo e tutto questo ha riempito i bauli di vestiti ed accessori. Questo repentino passaggio resta per me una fonte di ispirazione ed anche l'inizio di un mio segreto desiderio: educare le donne sotto un profilo culturale. Proprio perché siamo riusciti a trasformarci sia individualmente che come popolo, così voglio che loro capiscano che non è necessario comprare o adottare stili ed oggetti di moda che provengono da altri paesi quando si ha la possibilità di usare l'immaginazione per trasformare il guardaroba già esistente. In questo modo pezzi unici e senza tempo possono diventare l'eredità che noi prendiamo dal nostro passato ed anche quella che noi lasciamo alle generazioni future come segno di metamorfosi. Nella mia mente immagino un mondo dove ognuno può essere felice proprio grazie alla sua unicità. E questo mondo come un enorme palco dove ciascuno è libero di recitare la parte che si è scelto".

22 febbraio 2014

LUISA BECCARIA QUANDO LO STILE DIVENTA STORIA

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Dalla nostra inviata Marianna Acierno

Femminilità,
accuratamente ricercata in ogni particolare, dai giochi di pizzi e trasparenze decisamente sensuali e mai volgari, all’evidente maestria nel destreggiarsi tra stoffe e proporzioni creando fluidità e leggerezza su ogni abito: è questa la chiave della collezione A/I di Luisa Beccaria, presentata nella storica location del Museo Bagatti Valsecchi.

Uno stile romantico e allo stesso tempo contemporaneo, il suo. Per il giorno, propone gonne aderenti e giacche sciancrate, finemente arricchite da stampe in rilievo e intarsi di seta e raso; il tweed è, invece, decorato con dettagli intagliati e luccicanti. La vera novità si trova nell’utilizzo di tessuti e stoffe tecniche come l’alcantara che, con particolari applicazioni tridimensionali, assumono una connotazione elegante e di grande tendenza.

La stilista milanese non ha paura di osare e la forte originalità della nuova collezione emerge soprattutto nella proposta degli abiti da cocktail: vere opere d’arte rinascimentali, con preziose lavorazioni dorate e merletti in filigrana, che donano luminosità e caratterizzano di forte personalità le creazioni di Luisa Beccaria.

Quando cala la sera, le forme diventano molto più definite e la donna di Luisa Beccaria si mostra sicura di sé, romantica ma con una personalità e uno spirito da Red Carpet. I colori e le tonalità utilizzati sono delicati, con sfumature di grigio, polvere di rosa, malva e prugna; per la notte, combinazioni di colore in avorio e crema con sfumature d’oro, nero e blu navy.

Al termine della sfilata, un percorso guidato attraverso le stanze del Museo, tra arredi e oggetti d’arte tipicamente rinascimentali, ci ha accompagnati ad osservare da vicino le modelle che, immobili, mostravano con grande eleganza le creazioni di Luisa Beccaria.

19 febbraio 2014

MFW DAY 2. LA MANTELLA CULTRESS REALIZZATA PER ME DA MODA PAOLO ISONI

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There are a lot of news in this world, they cover us and charge us. Yet we still know a lot but a little of everything. We swim through words like we swim in giant pools made of paper, but when we jump out of them not a letter remains attached to our bod, just like the water does. This is the thought I am wearing today. How, you might ask? With this cashmere cape made by stylist Paolo Isoni. It's his call to dive deep into everyday occurrences and never let informations smash us.

Why did you choose a cape that reproduce newspapers scraps, Paolo?
Fashion is every day farer away from culture and today there's a lack of intellectuals that once created cultural movements and brought stylists to fame. When Patrizia asked me to take part to this project I immediately thought of a reversible cape: one part made of soft and warm fabric and the other that could represent the roughness of news with cuttings from worldwide newspapers.

But why the cuttings?
The cuttings symbolize the widespread superficiality, which of course the new ways of communications support. We are no more interested in knowing full well. Everyone does everything, but more important everyone knows everything. We can see people on Facebook who thinks to be a journalist or sly intellectuals laughing on tv. Fashion must start to be a free expression of the spirit again.

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Sono tante le informazioni. Ci coprono, ci danno l’assalto. Sappiamo molto, ma poco di tutto. Nuotiamo fra le parole come in grandi vasche di carta, ma quando usciamo ogni lettera cola via. Pari all'acqua. E a separarci dal silenzio solo il frastuono. Oggi indosso questo pensiero. Come? Con la mantella di cachemire realizzata dallo stilista Paolo Isoni. E' il suo invito a scendere in profondità, a non lasciarsi stritolare dalle informazioni. Parole che ci avvolgono, appunto, come un giro di ruota.

Paolo Isoni, come mai la scelta di una mantella che riproduce i ritagli di giornale?
La moda è sempre più lontana dai salotti culturali e gli intellettuali, un tempo dispensatori di contaminazioni che hanno reso celebri alcuni stilisti e creato vere correnti, oggi latitano. Per Patrizia ho pensato ad una cappa reversibile: da una parte il caldo e morbido tessuto, dall'altra la ruvidità trasposta delle notizie. Con ritagli di giornali dal mondo.

Perché proprio i  ritagli?
I ritagli sono il simbolo della superficialità dilagante, favorita anche dai nuovi mezzi di comunicazione. Non si entra più in profondità. Tutti fanno tutto: vediamo commentatori che su fb si sentono giornalisti e pensatori sornioni che sorridono nel salotto della Bignardi mentre bevono un boccale di birra. La moda deve tornare ad essere una libera espressione dello spirito, il riflesso trascendente della donna  che indossa il capo.



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