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21 aprile 2014

ANCORA VENEZIA CON MILLELIRE AL POLSO

Léger, Museo Correr, Patrizia Finucci Gallo, pfgstyle,fashion blog, blogger travel blogger
Photos by Jacopo Risici 
Here there are some photos of my days in Venice, I have seen many things: a beautiful exhibition of Léger, a shop of antique laces, the Museum Correr. I was wearing a t-shirt and a bracelet MILLELIRE, a young brand that works with leads to the old Italian banknotes.

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Le giornate a Venezia sono passate velocemente. Tuttavia ho visto e amato moltissime cose. La mostra di Léger, per esempio, un negozio di pizzi antichi o una giornata come questa spesa a fermare le immagini. Perché ogni cosa può dissolversi da un momento all'altro. E le emozioni perdersi in mille accadimenti. In questo clima di morbidezze, dunque, mancava un accenno pop, che ho costruito su di me indossando la T-shirt di Mario Costantino TrioloL'ho abbinata al nuovo braccialetto MILLELIRE POP dedicato a Giuseppe Verdi.
Questo delizioso accessorio in cuoio, realizzato dal brand StileMillelire, mi ha accompagnato al Museo Correr facendomi vivere alcuni incroci con il passato: sul mappamondo del Correr, affiancato a una manina per l'elezione del doge del XVIII secolo e infine sovrapposto all'opera forse più nota di Léger.

Pfg wears: T-shirt MARIO COSTANTINO TRIOLO, skirt SILVIA SERBAN, shoes OTISOPSE, bracelet STILEMILLELIRE, bag LOUIS VUITTON


Se volete vedermi ancora a Venezia ma in altre occasioni potete leggere QUI e mi trovate con Riccardo Scamarcio oppure QUI con la grande artista Marina Abramovic


26 febbraio 2014

CULTRESS STYLE IL VIDEO DELLA #MFW14

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Milan Fashion Week is now over and I'm so happy to have been there. Especially with a project like Cultress Style, a cross between literature and fashion where stylists favorite readings were turned into dresses or accessories. I brought into runways and happenings thoughts, stories, books and concepts from the seven fashion designers who participated. So I want to thank: Giulia Boccafogli, Silvia Cerpolini and Fabio Cicolani, Paolo Isoni, La Perla, Alessandra Lepri, Silvia Serban and Mario Costantino Triolo. A special thanks also to Viola Vinca Luxury shoes for the footwear and Christian Colombo Hair Stylist for all my hairdos. And of course a big than you to my special and unique #pfgstyleculturalteam: Giuseppina D'Ambrosio and Gianmarco Marabini. I leave you with the video where this wonderful experience is recounted.


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La settimana della moda milanese è finita e sono davvero contenta di esserci stata. Soprattutto perché mi sono inserita con un progetto importante come Cultress Style, incrocio tra letteratura e moda, dove i libri preferiti dagli stilisti si sono trasformati in abiti e accessori da indossare. In giro tra sfilate e avvenimenti ho dunque portato i pensieri, le storie, i libri e le citazioni di tutti e sette gli stilisti che hanno partecipato. 
Qualche giorno per scrivere a casa (già :) ho ancora un libro da finire) e poi con Cultress andrò a Parigi. Quindi non perdetevi la mia prossima avventura.

Ringrazio i designer che hanno creato appositamente per me i capi che ho indossato. Infinitamente grata a: Giulia Boccafogli, Silvia Cerpolini e Fabio Cicolani, Paolo Isoni, La Perla, Alessandra Lepri, Silvia Serban e Mario Costantino Triolo. 
Un particolare ringraziamento a Viola Vinca Luxury shoes per le scarpe, a Christian Colombo Hair Stylist per tutte le acconciature che vedete nel video e a Uber per averci portato in giro da una sfilata all'altra. Un grazie speciale a Giuseppina D'Ambrosio e Gianmarco Marabini di #pfgstyleculturalteam e a Natalie Novarese per le fotografie.

Vi lascio dunque al video che vi racconta questa bellissima esperienza!! 

Ps: se vi siete persi le informazioni sul progetto potete leggerle QUI

Necklace Giulia Boccafogli, skirt Fabio Cicolani e Silvia Cerpolini, cape Paolo Isoni, mask La Perla, earrings Alessandra Lepri, dress Silvia Serban, T-shirt and skirt Mario Costantino Triolo. Shoes Viola Vinca, hairstylist Christian Colombo



23 febbraio 2014

MFW DAY 5 TOTAL LOOK SILVIA SERBAN FOR PFG




Photo by Jacopo Risici

Silvia Serban says: "The first collection I designed was inspired by architectural deconstruction, style I find contemporary also nowadays. As many of you know already, Romania has transcended difficult times, overcoming Communism, characterized by lack of information and freedom of expression, when fashion magazines were rare and when women had very few choices regarding personal style. After this, a new period rose above, the democratic and liberal times, characterized by an invasion of new products from all markets, dazzling the consumer and luring him into a consumerism behavior. This led to a trunk full of clothes and accessories, too many choices and sometimes uninspired combination, instead of trying to work with a style consultant who could give advice and couple the best pieces together.

This transition remained a source of inspiration and also the tip of a secret desire to educate women from a cultural point of view: teaching them that as we were able to transform ourselves both individually and nationally, it is not necessary to buy and adopt imported fashion styles when you can instead use your imagination and completely transform your existing wardrobe into unique and timeless pieces, which can be the legacy you pass to your future generations as a sign of metamorphosis. I imagine a world where everybody is happy because their uniqueness is recognized and I believe that the world is an enormous stage where everybody is free to play the one and only role".

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Silvia Serban racconta: "La prima collezione che ho disegnato era ispirata alla decostruzione architettonica, uno stile che trovo contemporaneo anche oggi. Come molti di voi già sanno, la Romania ha attraversato periodi difficili. Ha superato il Comunismo, caratterizzato dalla mancanza di informazione del popolo e dalla privazione della libertà di espressione. In quei tempi le riviste di moda erano rare da trovare e le donne avevano pochissima scelta riguardo il loro stile personale. 

Dopo il Comunismo è iniziato un nuovo periodo, tempi democratici e liberali in cui i nuovi prodotti provenienti da tutti i mercati ci hanno invaso. Essi abbagliavano i consumatori e li inducevano ad assumere un comportamento improntato sul consumismo e tutto questo ha riempito i bauli di vestiti ed accessori. Questo repentino passaggio resta per me una fonte di ispirazione ed anche l'inizio di un mio segreto desiderio: educare le donne sotto un profilo culturale. Proprio perché siamo riusciti a trasformarci sia individualmente che come popolo, così voglio che loro capiscano che non è necessario comprare o adottare stili ed oggetti di moda che provengono da altri paesi quando si ha la possibilità di usare l'immaginazione per trasformare il guardaroba già esistente. In questo modo pezzi unici e senza tempo possono diventare l'eredità che noi prendiamo dal nostro passato ed anche quella che noi lasciamo alle generazioni future come segno di metamorfosi. Nella mia mente immagino un mondo dove ognuno può essere felice proprio grazie alla sua unicità. E questo mondo come un enorme palco dove ciascuno è libero di recitare la parte che si è scelto".

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