Visualizzazione post con etichetta sfilata di moda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sfilata di moda. Mostra tutti i post

25 settembre 2013

#MFW A LEZIONE DA STELLA JEAN



Quando il mio fidanzato tornò da Haiti nei giorni del terremoto del 2010, era andato laggiù per raccontare l'accaduto come inviato dal settimanale L'Espresso, mi portò alcune stoffe vendute al Marché en fer nel cuore di Port-au-Prince e tele di pittori naif comprati nella piazza centrale di Pétionville, a fianco della cattedrale. Fra le rovine e le persone senza più casa c'erano i giovani pittori per le strade, a proporre quadri da loro realizzati. Chiazze di colore, per l'esattezza, a dichiarare la voglia di ricominciare. Di ricostruire. Con l'energia del giallo acceso e la forza del rosso penetrante, colori tanto cari a Malraux, impressi in uno sfondo più nero della pece. Non sarei andata alla sfilata di Stella Jean con un invito in standing. Se non fosse per quella immagine che mi è balenata in mente, per quella forza che mi ha trasmesso un popolo appena ho avuto modo di capirlo. Lo so che è un attacco strano per commentare una sfilata. Ma so che l'allegria e l'esuberanza degli abiti che ho visto in passerella  non hanno certo un taglio folkloristico ( basti pensare che alcune stoffe proposte dalla Jean sono realizzate a mano dalle donne dei villaggi del Burkina Faso, ne muoiono duemila l'anno per complicazioni legate alla gravidanza e al parto). Semmai a quel senso di rinascita e di ricostruzione che si può incontrare persino ad una fashion week. 


English version


When my partner came back from Haiti in the days of the earthquake of 2010, he had gone over there as a reporter of the weekly magazine L'Espresso, he brought me fabrics sold at Marché en fer in the heart of Port-au-Prince and paintings by naive painters bought in the central square of Pétionville, next to the cathedral. Among the ruins and the homeless people the young painters were in the streets trying selling their paintings. Patches of color, to be exact, to declare the desire to start over. To rebuild. With the energy of the bright yellow and the strength of the red, penetrating colors so dear to Malraux, etched in a background blacker than pitch. I wouldn't have participated to Stella Joan catwalk with a standing invitation. If it were not for that images that I came to my mind, the strength that has given me a country. I know it's a strange way to comment a catwalk. But I know that the joy and exuberance of the dresses that I have seen on the catwalkcertainly are not folkloristics. (just think that some fabrics used by Jean are handmade by the women of the villages of Burkina Faso,where each year more than two thousand die from complications related to pregnancy and childbirth). If anything, that sense of rebirthand reconstruction that can be experienced even at  fashion week.











23 settembre 2013

UMA WANG. ECCO UN ABITO CHE MI PORTA DENTRO IL VENTO


Voglio un abito che mi sappia portare dentro il vento, che mi confonda tra le nuvole. Perché così voglio esistere, fra terra e cielo, in una confusione di temperature. In mezzo a temporali o notti con i lampioni, camminando sulla terra o attraversando la Via Lattea. Voglio tutto e il meglio. Senza cadere. Né dai tacchi, né dalle scale. Insomma starci, in questo mondo. Uma Wang, per un attimo lo hai reso possibile. 

20 settembre 2013

DANIELA GREGIS COME UN SORSO DI ACQUA NATURALE


La moda di Daniela Gregis ci voleva proprio, come un sorso di acqua naturale. Perché noi che scriviamo abbiamo un'anima a misura di pennello e tanto mi piace paragonare quei tessuti all'Action Painting di Jackson Pollock (lunedì a Palazzo Reale potete vedere i quadri veri). Ogni volta per me questo della Gregis è un appuntamento sensoriale, uno sguardo sulla moda nel quale mi posso riconoscere. Nelle forme degli abiti fluttuanti, per esempio, come i pensieri che incastrano le forme. Oppure, meglio ancora, nei corpi che sfilano davanti ai miei occhi (Benedetta Barzini sei sempre meravigliosa), raccontandomi che la contemporaneità sta proprio qui, in questo Chiostro di Sant'Ambrogio ben lontano dalle finzioni e dagli eccessi. Perché quando si spengono i riflettori e tu resti ugualmente a respirare l'aria allora vuol dire che un passaggio c'è stato. E che questa moda, quando vuole, sa farti avvicinare.   

Daniela Gregis catwalk. I like to compare those tissues to Action Painting Jackson Pollock (Monday at the Royal Palace you can see the real paintings). Every time for me, Gregis is a sensorial appointment, a look on the fashion in which I can recognize me. In the form of flowing dresses, for example, as the thoughts that fit the shapes. Benedetta Barzini is always wonderful!   
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...